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Stagione 2009-2010
// il Programma

orari spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21.00, domenica ore 16.45

crozza


da giovedì 15 a domenica 18 ottobre
Catalyst con il contributo di Regione Toscana – Comune di Firenze presenta
Eugenio Allegri in
Officina Galileo
progetto Il Dito di Galileo
testo e regia Riccardo Rombi

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Un carretto, un servo e Galilei; in fuga dai nemici, dal clamore e dalle scomuniche. Galileo pur di salvare dall’oblio le sue scoperte s’improvvisa venditore di termometri, cannocchiali e pendoli. Così ipotetici acquirenti si trasformano in potenziali discepoli, attraverso i quali il geniale imbonitore cerca un nuovo modo di comunicare col mondo che lo circonda, che continua a rivoluzionarsi, malgrado l’ostinata ottusità della Chiesa. Dai pensieri del Galilei e dalle cronache della sua vita abbiamo ricavato questa storia, con lo sguardo stralunato del comico dell’arte capace di unire “follia” scientifica, genio umanistico, veglie estenuanti a osservare il cielo e viaggi dal sapore picaresco. Il progetto Il Dito di Galileo, ideato e diretto da Riccardo Rombi è stato presentato in prima assoluta in occasione della terza edizione di TeatriAperti e in coproduzione con il Festival della Creatività 2008. l Progetto si è sviluppato come un percorso in tre tappe che partendo dall’inedita cornice della Farmacia di Santa Maria Novella con Religione scienza e altri pensieri, è proseguito nel Cenacolo di Santa Croce con la Condanna e abiura di Galileo per culminare al Teatro della Pergola con L’Inferno di Galileo. A rivestire i panni di Galileo nei primi due appuntamenti di TeatriAperti è stato Paolo Santangelo, figura intensa della scena italiana, e tra le voci più note di RadioRai, mentre Eugenio Allegri è stato chiamato a interpretare l’ardita Lezione Galileiana sull’Inferno di Dante.

crozza

sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre
The Blue Apple presenta
Oblivion in
Oblivion show
Regia di Gioele Dix
Gli Oblivion sono Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
Aiuto regia: Andrea Midena
Musiche: Lorenzo Scuda
Testi: Davide Calabrese e Lorenzo Scuda

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Un circo volante in cui si alternano irresistibili montaggi di canzoni e irriverenti parodie, cantautori italiani riarrangiati a colpi di cazzotti, le canzoni per non udenti e la fenomenale riduzione musicale dei Promessi Sposi in 10 minuti, vero e proprio filmato cult della rete. Un'ora e un quarto di pura follia, acrobazie musicali e risate, con tempi comici e tecnica musicale di altissima classe. Quando si hanno tra i propri ispiratori il Quartetto Cetra e i Monty Phyton, Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e Achille Campanile il risultato non può che essere sorprendente... Quella che ne risulta è un’identità artistica che ha come punti di forza il “sound” inconfondibile delle voci armonizzate e una spiccata vena comica e parodistica dei testi e delle situazioni messe in scena. Un teatro che può essere commedia musicale, rivista, spesso è parodia, cabaret, a volte si avventura persino nel terreno della narrazione o del teatro canzone, ma appare sempre segnato da un’imprescindibile relazione con la musica. Quella musica che proprio grazie all’incontro col teatro moltiplica la propria capacità di coinvolgere, divertire ed emozionare.

crozza

da giovedì 5 a sabato 7 novembre
On The Road presenta
Bandabardò in
Ottavio - Dalla nascita alla rinascita
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La storia in canzone e tentativi attoriali di un giovane timido, alle prese con il moderno chiassoso sgomitamento. Ottavio prende il suo nome dall'omonimo personaggio della Commedia dell'Arte, la maschera dell' innamorato, e come lui ha come vera e propria missione: la ricerca dell'amore per la vita. Il suo viaggio dall'infanzia all'età della consapevolezza, raccontato in canzoni e prosa, con il sorriso e l'epicureo ottimismo della Bandabardò.

crozza

venerdì 13 e sabato 14 novembre
A.GI.DI. presenta
Angela Finocchiaro in
Mai più soli
di Stefano Benni, regia di Cristina Pezzoli
e con Daniele Trambusti

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Raccontare il tempo presente non è facile, raccontarlo con la leggerezza sferzante dell’ironia ancora meno. Le schegge, i frantumi di questo nostro mondo impazzito sono altresì oggetto dello sguardo e della scrittura di Stefano Benni. Angela Finocchiaro compie con l’innocenza e lo stupore di una stralunata Alice contemporanea un viaggio nel Paese dei Meravigliosi Orrori, dal quale si esce un po’ centrifugati forse, ma non annichiliti da facili rassegnazioni a buon mercato. Favole, invettive, brevi liriche, lucide cronache e musica si collegano tra loro dando vita ad una narrazione teatrale un po’ blob che cerca di ritrovare un senso al caos del disincanto.

crozza

venerdì 20 e sabato 21 novembre
Terry Chegia presenta
Alessandro Siani in
Più di prima
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L’ultimo spettacolo di Alessandro Siani, “Per Tutti”, è stato uno strepitoso successo, registrando la presenza di più di 40.000 spettatori, nell’arco di sole due settimane – durante il periodo natalizio, al Teatro Augusteo di Napoli, uno dei teatri più prestigiosi d’ Italia. Presentato a Milano,al teatro Ciak, nel Gennaio 2009, lo spettacolo è stato visto da quasi 6.000 spettatori decretando un incredibile successo all’attore napoletano. Siani va in scena con la sua inconfondibile e dirompente carica comica, affrontando attraverso i suoi monologhi più riusciti, in maniera straordinariamente irriverente e coinvolgente, argomenti che spaziano della satira di costume alla vita di tutti i giorni. Crea uno spettacolo vivo ed inebriante, miscela di un’insieme di opere d’autore e di estemporanei momenti comici legati in special modo alla dissacrazione di quei luoghi comuni di cui tanto si nutre l’atmosfera partenopea; grazie alla sua innata capacità di improvvisazione che lo contraddistingue, alla grande mimica corporea e alle sue “facce” che, come maschere, rapiscono l’attenzione del pubblico in un’osservazione continua del personaggio, riesce a realizzare un spettacolo entusiasmante, ricordandoci i grandi mattatori della nostra tradizione teatrale!

crozza

giovedì 26 novembre
Officine della Cultura con il contributo della Regione Toscana presenta
Enrico Fink con la Homeless L.I.G.H.T. Orchestra in
Via da Freedonia. A proposito di Israele…
un progetto di Enrico Fink
drammaturgia di Laura Forti
con Enrico Fink voce, flauto - Stefano Bartolini sax - Arlo Bigazzi basso e tinozza - Massimo Ferri chitarra e bouzouki

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Israele, Palestina. Il conflitto, la pace possibile, la pace negata. Il sogno, il sogno delle origini, ciò che ne resta. Cosa rappresenta Israele per un ebreo italiano? Per anni Enrico ha portato sulle scene il suo primo spettacolo, Patrilineare; dove un giovane Riccardo Rotstein riscopriva la propria storia, il proprio rapporto con la tradizione e l’identità, con l’ebraismo. Un rapporto fondato piuttosto sull’assenza che sulla presenza della memoria: una memoria negata dalla Shoah, dalla cancellazione quasi totale della sua famiglia, fino a lasciare solo un cognome straniero e poco più ad impedire l’oblio. Oggi Riccardo è cresciuto, e si pone altre domande. Che cosa rappresenta Israele? Un sogno di salvezza, il luogo dove la sua famiglia avrebbe potuto salvarsi? Il mostro dell’occupazione, raccontato tutti i giorni dai giornali? Il futuro, un modo nuovo di intendere l’essere ebreo? Uno stato come tanti altri? Riccardo racconta Israele attraverso i propri occhi, e attraverso un dialogo fitto (anche se immaginato) con i compagni con cui ha condiviso la passione politica, il pacifismo e nei confronti dei quali Israele ha sempre rappresentato un discrimine, un motivo di differenza. Ma anche attraverso le parole di grandi autori, da Yehuda Amichai a David Grossman. Attraverso la musica, quella strana mescolanza fra tradizione est europea e mondo arabo, fra sacro e profano, fra oriente ed occidente, che è la musica d’Israele. Riccardo racconta, si interroga, canta. E ci aiuta, forse, a gettare uno sguardo nuovo su un mondo antico e su una delle grandi questioni del nostro tempo.

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venerdì 27 novembre
Promo Music in coproduzione con Festival della Scienza di Genova presenta
Corrado Augias in
Le fiamme e la ragione
Giordano Bruno, Campo dei Fiori, 17 febbraio 1600

regia Ruggero Cara
testi Corrado Augias
musiche originali Valentino Corvino
musica live di C-Project con Andrea Agostini (elettronica) e Fabio Tricomi (oud, lira calabrese, tamburi)
luci e fonica Stefano Delle Piane/Renzo Garbarino
creazioni video Andrea Bocca
e con C-Project

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Dopo lo spettacolo di e con Margherita Hack "Variazioni sul cielo", il "Matematico e impertinente, un varietà differenziale" di e con Piergiorgio Odifreddi, la Promo Music approda al terzo progetto di sincretismo scientifico, culturale, teatrale, portando sul palcoscenico una delle pagine più tragiche del pensiero scientifico e culturale del nostro paese, l'assassinio mediante condanna al rogo di Giordano Bruno, uno dei massimi geni della storia della cultura occidentale. Così com'è accaduto nelle precedenti produzioni della Promo Music, il protagonista coincide con l’autore dello spettacolo e salirà sul palco nella veste di se stesso. In questo caso Corrado Augias, noto giornalista e uomo di cultura, è autore e voce narrante di uno spettacolo alle prese con un tema ancora di scottante attualità nonostante i secoli intercorsi: la libertà di pensiero, la laicità dello stato, le ragioni della scienza, il ruolo delle religioni.

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da giovedì 3 a domenica 6 dicembre
Krassner Entertainment presenta
Daniele Luttazzi in
Va’ dove ti porta il clito
monologo satirico di Daniele Luttazzi
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Parodia “pornografica e blasfema” di un bestseller famigerato, satira che fu oggetto di una querelle giudiziaria che si risolse con una doppia vittoria per Luttazzi ( a favore del quale si schierarono i nomi più importanti della critica letteraria: Maria Corti, Guido Almansi, Patrizia Violi, Alberto Bertone, Omar Calabrese ), “Va’ dove ti porta il clito” sottoponeva al vaglio di una critica corrosiva il sentimentalismo melodrammatico e l’insieme arrugginito dei valori sbandierati dal testo originale; pathos e valori che, a 12 anni di distanza, sono diventati programma di governo e incubo esistenziale per molti. Motivo non secondario per riproporre oggi questo esercizio di realismo esplicito, aperto ai singulti di un riso irrefrenabile, che fu allo stesso tempo denuncia delle mostruosità che stavano incombendo e teatro attualissimo di una interiorità contemporanea, non pacificata. Il monologo di Luttazzi ritorna oggi sulle scene a dissacrare i tromboni e le loro verità precostituite con l’intarsio ritmico di associazioni verbali e iconiche che valsero a Luttazzi il plauso della critica, il successo di pubblico e il Premio di satira politica “Forte dei Marmi” 1996.

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lunedì 7 e martedì 8 dicembre
Produzioni Teatrali Paolo Poli presenta
Paolo Poli in
Sillabari
due tempi di Paolo Poli, da Goffredo Parise
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“I Sillabari” di Goffredo Parise sono come piccoli poemi in prosa. Scritti alla metà del secolo scorso ci sorprendono oggi con la loro freschezza, per l'immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile ed alta dei personaggi. Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora ingenui nella lotta per la sopravvivenza. Era l'Italia che cambiava velocemente nelle maglie di una lunga guerra e dava origine all'attuale bel paese. Lo spettacolo disegna alla brava figure e figurine dei vari racconti articolati fra gli anni 40 e 60, cui fanno eco le canzonette con la loro modesta letteratura quasi sciatta, ma assai pertinente alla realtà storica. Ancora una volta le varie ambientazioni sono di Emanuele Luzzati, galvanizzanti la grande pittura del novecento, i costumi sorprendenti di Santuzza Calì, le musiche allusive di Jacqueline Perrotin, le coreografie divertenti di Alfonso De Filippis e dappertutto la presenza del quasi centenario Paolo Poli dall'irrimediabile infantilismo congenito.

crozza

da venerdì 11 a domenica 13 dicembre
Occupazioni Farsesche presenta
Occupazioni Farsesche in
Una corsa dietro al vento
da Dino Buzzati, Pierpaolo Pasolini e Leonardo Sciascia
regia Riccardo Sottili
con Lino Spadaro

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Lo spettacolo nasce dalle suggestioni di un breve racconto di Dino Buzzati, Il male dentro di noi, scritto dopo la strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969). A quarant’anni dalla strage di Piazza Fontana, la pièce si apre ad una riflessione su quegl’anni ma anche su di noi, attraverso le parole di tre grandi autori, Buzzati, Pasolini e Sciascia.

crozza

giovedì 17 e venerdì 18 dicembre
Teatro dell’Istante presenta
Vladimir Luxuria in
Si sdrai per favore
di Valdimir Luxuria e Roberto Piana
e con la partecipazione medico-spettacolare di Fuxia
regia di Roberto Piana

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Vladimir Luxuria, che, oltre alle numerose apparizioni televisive, non smette di dedicarsi con passione al teatro sorprendendo con le sue performance i palcoscenici di tutta Italia, ripropone quello che si può definire il suo cavallo di battaglia, “Si sdrai per favore”, l’esilarante spettacolo che affronta i problemi della sessualità in chiave comica e… “scientifica”. Un appuntamento in cui l’esimia professoressa Luxuria dell’Università Lasolunga di Roma con l’ausilio “medico-spettacolare” dell’eccentrica assistente Fuxia tenterà un esperimento innovativo: una terapia di gruppo che prevede il coinvolgimento del pubblico in sala attraverso delle vere e proprie lezioni di sesso. Una proposta speciale per pazienti-spettatori, accolti non all’interno di un freddo studio medico o di una grande aula universitaria ma sprofondati nelle confortevoli poltrone di un teatro. Uno spettacolo ammiccante ma mai volgare, una prova d’artista a tutto tondo che dà alla Luxuria nazionale (anche autrice dei testi insieme a Roberto Piana) la possibilità di dimostrare con intelligenza e talento cosa c’è al di là del personaggio.

ceccherini

sabato 19 e domenica 20 dicembre
Vegastar s.r.l. presenta
Massimo Ceccherini e Alessandro Paci in
Ohi, ohi, ohi, ohi, ohi. CHE CRISI!
di Massimo Ceccherini e Alessandro Paci
e con Niki Giustini
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“Come se ne deduce dal titolo, questo più che uno spettacolo è un grido di dolore. Un dolore che ci avvampa nelle interiora a tutti noi in Italia e nel mondo. Questa crisi che incombe sulle nostre teste come un avvoltoio che svolazza su un cadavere in decomposizione avanzata. “Ohi, ohi, ohi, ohi, ohi” vi dà la possibilità non solo di divertirvi con grasse risate attenuando se pur temporaneamente l’intrinseco giramento di …. che ci sta massacrando ma vi dà anche la possibilità di vendicarvi su colei che ha creato questa situazione: la Crisi. Questo è uno spettacolo metaforico che, per quanto ci riguarda, più pubblico pagante ci sarà e meglio noi si starà, metaforicamente parlando. Oltre a promettervi grasse risate, vi promettiamo anche una crescita attoriale, drammaturgicamente parlando, superiore al passato; in cambio ci sarà un piccolo aumento del biglietto ma sempre drammaturgicamente parlando. Non si pensi che lo facciamo per motivi economici ma per motivi di soldi che serviranno ad ampliare il nostro cast artistico con un terzo attore di eccezione, Niki Giustini.”

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giovedì 31 dicembre e sabato 2 gennaio
P-Nuts presenta
Le Sorelle Marinetti in
Non ce ne importa niente
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“Non ce ne importa niente” non è un semplice concerto, ma una vera e propria piece di teatro musicale, che propone allo spettatore un viaggio temporale a ritroso, verso gli anni ’30. Anni di grandi inquietudini, per l’approssimarsi all’orizzonte di nubi nere, ma anni anche di voglia d’evasione e di spensieratezza che, grazie alla scuderia di autori, cantanti e direttori d’orchestra dell’Eiar (l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, da cui, come araba fenice, sarebbe nata la RAI) ha prodotto un repertorio di canzoni che ancora oggi mettono buon umore. E pensare che nel ’25 Mussolini disse: “Questa radio non funzionerà mai!”. Interpreti di questo viaggio sono Le Sorelle Marinetti, un trio di “ragazze” davvero particolari, che, affascinate dall’esperienza artistica e umana del Trio Lescano, si calano nei panni di tre signorine degli anni ’30 per raccontare con gustosi sketch la società del tempo e per interpretare i più grandi successi di quegli anni in perfetto falsetto e “canto armonizzato”. Le Sorelle sono Turbina Marinetti (Nicola Olivieri, 44 anni, attore e corista lirico), Mercuria Marinetti (Andrea Allione, attore, cantante e coreografo – cura le coreografie dello spettacolo) e Scintilla Marinetti (Marco Lugli, cantante e attore, diplomato ai Filodrammatici). Diretta dal maestro Schmitz, la band è composta da ottimi musicisti jazz: Christian Schmitz (pianoforte), Riccardo Tosi (batteria), Paolo Dassi (contrabbasso), Pierluigi Petris (chitarra) e la sezione fiati di Alberto Ferrari (clarinetto e sax), Riccardo Gibertini (tromba) e Alberto Bollettieri (trombone).

crozza

venerdì 15 e sabato 16 gennaio
A.GI.DI. presenta
Giulio Casale in
La canzone di Nanda
di Giulio Casale dai “Diari 1917-1973” di Fernanda Pivano
regia di Gabriele Vacis
scenografia e immagini di Lucio Diana

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A partire dai “Diari” di Fernanda Pivano (Bompiani, 2008) Giulio Casale allestisce un affresco poetico che è insieme testimonianza di un’esperienza umana e letteraria unica al mondo e al tempo stesso simbolo di un tesoro ideale-utopico mai come oggi in grado d’interrogare le coscienze umane, spaesate di fronte alla crisi globale che investe l’occidente. Lontano dal Recital lo spettacolo di Teatro-Canzone, nel rigore del copione e della messa in scena, ripercorrerà le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo: Pavese, Hemingway, Edgar Lee Masters - Spoon River, Kerouac, Ginsberg, Dylan e la Beat Generation, su su fino ai giorni nostri, con l’obiettivo dichiarato di impattare, attraverso le parole dei poeti (meglio se definiti “maledetti”), le problematiche più spinose cui oggi pare non si sappia più dare risposta: questioni etniche, razzismo, emigrazione/immigrazione, rapporti nord/sud del mondo, questioni etiche, proibizionismi, “valori”, amore e morte, omosessualità, spiritualità/religione di Stato, violenza e non-violenza, pace e guerra. Il tutto “in presa diretta”, grazie agli scritti e ai precisi ricordi di Nanda, conditi da aneddoti da lei stessa confidati a Giulio Casale (tra i due intercorre un’amicizia più che decennale). La musica eseguita dal vivo svolgerà un ruolo decisivo, anche quale ambientazione-climax dei monologhi. Per le canzoni si è scelto di intercalare brani chiave delle varie epoche (da Dylan a Tom Waits, da De Andrè a Jeff Buckley) a canzoni scritte da Casale stesso per l’occasione.

crozza

sabato 23 gennaio
Terry Chegia e ITC 2000 presenta
Gene Gnocchi in
Cose che mi sono capitate
di Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi
regia di Massimo Navone

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Dopo un consulto medico e il successivo esame diagnostico eseguito da lui medesimo, un anziano individuo della middle-up-class riceve un responso inquietante: lui sta benissimo, ma nella sua vita si è sempre tenuto tutto dentro. Non ha mai esternato nessuna emozione, alcun sentimento. Rileggendo col pubblico quella lastra grigia si accorge che la sua vita è caratterizzata da piccole cose, minuzie, facezie, il baluginìo della squama di un cefalo, il rumore del vento che si incanala tra i dirupi, quella volta che entrando in un autolavaggio fu rapito dalla mafia, quell’altra volta che Sarkozy al telefono gli affidò una missione impossibile, l’altra volta ancora che partecipando al concorso di bellezza per l’uomo più bello del mondo, si rese conto che i partecipanti erano solo due, lui e il suo gemello bello…

crozza

venerdì 29 sabato 30 gennaio
Sosia & Pistoia presenta
David Riondino e Dario Vergassola in
Riondino accompagna Vergassola ad incontrare Flaubert
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Immaginiamo che, davanti all’analfabetismo di ritorno che a detta di molti affligge l’Italia, il Ministero della Cultura lanci una campagna nei teatri, affidata ad attivisti organizzati nelle minacciose Brigate Culturali, con l’obbiettivo di alzare il livello medio degli attori di cabaret. Un comico scelto a caso tra i più ignoranti verrà torturato in scena e interrogato su un classico fondamentale dell'800: Madame Bovary di Flaubert. Constatato che poco o nulla ne sa, Dario Vergassola viene sottoposto alla pena di ascoltare la storia di Emma Bovary, che David Riondino legge e illustra, costretto a commentare i passaggi della storia... A fronte della corrosiva vena satirica di Vergassola, il romanzo – questa è la scommessa – si rivela ancora vivo, provocatorio, sconcertante.

crozza

venerdì 5 e sabato 6 febbraio
Produzioni Fuorivia presenta
Erri De Luca in
Provando in nome della madre
di Erri De Luca e Simone Gandolfo
con Erri De Luca, Simone Gandolfo e Sara Cianfriglia
musiche di Gianmaria Testa, Danny De Luca, Erri De Luca, Fabrizio De André registrate in studio da Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi, Aurora De Luca
regia di Simone Gandolfo
disegno luci di Andrea Violato

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“In nome della madre” è il titolo dell’ultimo romanzo di Erri De Luca. E’ uscito nell’autunno scorso con Feltrinelli. E’ stato scritto da Erri con una musica dentro. Lo leggi e subito ti risuonano in testa i suoni e la musica delle parole. Subito te lo immagini con gli occhi, vedi Maria e l’angelo annunciatore e Giuseppe. Vedi il viaggio fino a Betlemme e la stalla trovata all’ultimo, senti le doglie del parto, segui la mano che taglia il cordone. E’ stato del tutto naturale pensare di portare questa storia a teatro, darle il corpo e la voce di un’attrice che ha in sé una fragilità d’acciaio, come quella di Miriam/Maria.

crozza

giovedì 11 febbraio
Teatro della Cooperativa presenta
Bebo Storti e Renato Sarti in
La Nave Fantasma
di Giovanni Maria Bellu, Renato Sarti e Bebo Storti
regia Renato Sarti
disegni Emanuele Luzzati
musiche Carlo Boccadoro

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Il 25 dicembre del 1996, al largo delle coste siciliane, affondò un piccolo battello carico di migranti provenienti dall’India, dal Pakistan e dallo Sri Lanka. Le vittime furono 283: la più grande tragedia navale avvenuta nel Mediterraneo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante le precise testimonianze dei superstiti, autorità italiane e mass media, eccetto rare eccezioni (Livio Quagliata de Il Manifesto, Dino Frisullo di Senza Confine), non se ne occuparono la tragedia del Natale 1996 divenne il naufragio fantasma. Gli stessi pescatori della zona, che recuperarono decine di cadaveri nelle reti a strascico, temendo conseguenze per la loro attività, li ributtarono sistematicamente in mare. Solo cinque anni dopo, con un reportage reso possibile dalla testimonianza del pescatore di Portopalo Salvatore Lupo, il quotidiano La Repubblica, attraverso un’inchiesta del giornalista Giovanni Maria Bellu, riuscì a individuare e filmare il relitto. Nel giugno del 2001 le immagini della nave fantasma fecero il giro del mondo, ma - nonostante l’appello di quattro premi Nobel italiani (Renato Dulbecco, Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia) e alcune interpellanze parlamentari - ancora nulla è stato fatto per recuperare il relitto e ri-consegnare questo episodio alla Storia senza menzogne ed omertà. La nave fantasma è una sintesi drammatica della vasta problematica connessa al tema dell’immigrazione: la disperazione dei migranti, il silenzio delle autorità e dei mass media, la ferocia dei trafficanti di esseri umani, la terribile indifferenza e paura della nostra società. Benché basato su una rigorosa cronaca degli eventi - tradotta sulla scena attraverso i racconti dei protagonisti, ma anche con l’utilizzo di materiale video e la creazione di piantine e percorsi tramite videografica, su disegni di Emanuele Luzzati - l’intento registico è quello di fare ricorso a tutti gli elementi tipici del teatro comico e del cabaret quali l’improvvisazione e il rapporto continuo e diretto con il pubblico.

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sabato 13 febbraio
Compagnia Teatrale Gli Scapigliati presenta
Andrea Muzzi in
L’amore è geco!
di Andrea Muzzi & Marco Vicari
musiche Nicola Costanti
e con Nicola Costanti e Diletta Oculisti
regia Emmanuell Gallot Lavallèè

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Un uomo innamorato ha una forza incredibile, niente lo può fermare. Un uomo innamorato è capace di rovesciare qualunque potere e disarmare qualunque esercito. L’Iraq ha perso la guerra perché Saddam Hussein era circondato solo da uomini. Se gli facevano vedere due gnocche con il cavolo che perdeva! Invece Bin Laden ha più di 100 mogli ed infatti con il cavolo che lo trovano!! Un innamorato è un uomo libero, non lo assoggetti a nessuna legge. Per questo vogliono controllarci. Ribellatevi. Ricordatevi che il matrimonio è un sacramento che unisce 2 persone per sempre: la sposa e il ristoratore. Perchè per pagare le rate del pranzo una vita non basta!

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mercoledì 17 febbraio
AL SASCHALL
PromoMusic presenta
Marco Travaglio in
Promemoria - Quindici anni di storia d'Italia ai confini della realtà
testo di Marco Travaglio
regia Ruggero Cara
musiche dal vivo di C-Project (Valentino Corvino, violino ed elettronica e Fabrizio Pugliesi, tastiere e sintetizzatori)

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“La prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più niente. La storia è maestra ma nessuno impara mai niente. Avanti il prossimo: se non vi sono bastati Andreotti, Craxi e Berlusconi, ora magari arrivano Lele Mora e Flavio Briatore”. Marco Travaglio

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giovedì 18 febbraio
AUTORIVARI presenta
Il gabbiano I & 0
Lettura-concerto su testo tratto da Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach
musica Massimo Buffetti
una produzione Autorivari con il contributo di Spring Art Development
con Lorenzo Deg’Innocenti, narratore; gruppo vocale Trio AdLib, Katja De Sarlo soprano, Mya Fracassini mezzosoprano, Costanza Redini contralto, Claudio Tosi baritono; Ensemble 1 & 0, Giovanna Berti e Pierpaolo Ugolini violini 1 & 0, Martina Chiarugi viola, Sun Ah Choi violoncello, Riccardo Ragno contrabbasso, Sergio Odori percussioni
regia : luci Laura De Bernardis, suono Roberto Nigro

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Il gabbiano 1 & 0 è impostato sul racconto divertente e intenso di alcuni brani tratti da Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Si tratta di una sorta di recital – concerto, adatto ad un pubblico variegato, dove parola e musica dialogano, ciascuno in funzione del proprio linguaggio espressivo. Lo spettacolo fa propria l’impostazione formale del testo originale, in tre parti, da cui sono stati selezionati alcuni passi che danno vita a una quindicina di brevi episodi, riuniti in un unico racconto per una durata complessiva di circa un’ora.

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da venerdì 19 a domenica 21 febbraio
KA s.r.l. presenta
Kataklò in
UP
uno spettacolo di Giulia Staccioli
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Up è un opera che trae ispirazione dalla montagna e dai suoi paesaggi boschivi. È un occasione di riflessione sul rapporto tra uomo e natura, vista sia nella dimensione umana di sfida, sia in quella ancestrale dell incanto di creature e paesaggi. Il tutto reinterpretando la montagna con i suoi pericoli e i suoi più impenetrabili misteri, con la natura così compiuta nella sua meravigliosa perfezione e con quella vaga percezione di eternità che si eleva al di sopra dell’umano sentire. La montagna è un entità fisica, imponente e massiccia. Per non perdersi nella sua immensità, non resta che scomporla e strutturare lo spettacolo in quadri. Ogni quadro frammenta, dettaglia e interpreta un aspetto della montagna per poi ricomporla in un tutto. Essenziale e dinamico.

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giovedì 25 e venerdì 26 febbraio
Associazione Culturale NSC presenta
Quince in
Marlene D. The Legend.
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La vita di Marlene Dietrich quando, cinquantenne, abbandona il cinema per dedicarsi al canto. La preparazione meticolosa ad uno dei suoi leggendari concerti. I suoi amori, i retroscena nascosti della sua solitudine, lo sfarzo dei suoi costumi... il tutto accompagnato dalle più belle canzoni da lei cantate sui palcoscenici di tutto mondo e, qui, eseguite rigorosamente dal vivo con l'accompagnamento del pianoforte. Ma perché ad interpretarla è un uomo? Il segreto è la chiave di volta dello spettacolo perché sarà proprio quel segreto a consolidare l'amicizia che nascerà tra lei e il suo interprete: QUINCE!

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venerdì 5 e sabato 6 marzo
Project Leader Produzioni in associazione con Murciano Iniziative e Sfera srl presenta
AVENUE Q – via della Sfiga
musiche e liriche di Robert Lopez e Jeff Marx
testi di Jeff Whitty basato su un’idea originale di Robert Lopez e Jeff Marx
traduzione e regia Stefano Genovese
direzione musicale Cinzia Pennesi
pupazzi disegnati da Arturo Brachetti
con Band dal vivo

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Avenue Q è uno spettacolo unico che ha per protagonisti dei pupazzi fatti vivere da attori che, recitando accanto a loro, ne completano le intenzioni, le espressioni e l’energia. E così all’improvviso, ci si ritrova in una dimensione dove il pupazzo e l’attore si sono fusi in un unico personaggio e non si percepisce più dove inizia uno e finisce l’altro.
Lo spettacolo ha debuttato off-Broadway nel marzo del 2003, a luglio dello stesso anno si è trasferito a Broadway registrando un successo incredibile, generando altre versioni a Londra e in vari paesi del mondo; ha vinto vari premi tra cui 3 Tony Awards come miglior musical, miglior soggetto originale e migliori musiche originali.
Le varie clip su You Tube hanno realizzato oltre 10 milioni di visualizzazioni mettendo di diritto lo spettacolo tra i musical più interessanti e innovativi degli ultimi anni.
La storia è uno spaccato di vita di un gruppo di amici-vicini di casa, dove le diverse storie si intrecciano, affrontando una seri di grandi temi di attualità, comuni in tutto il mondo, a volte anche scottanti, ma che trattati dai pupazzi diventano decisamente comici.
Il risultato è una commedia moderna, inconsueta, con musiche orecchiabili che ti restano dentro e un gran divertimento ad ogni livello: visivo, linguistico, attoriale… fino al più alto e sofisticato che è quello dell’ironia.

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giovedì 11 marzo
Associazione Culturale Cenacolo dei Giovani – Teatro di Cestello presenta
NOI, SOLI. Oberto e Maria.
di Marco Vichi
con Lorenzo Degl’Innocenti
regia di Elisa Taddei
musica di Massimo Buffetti

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"Noi, soli" rappresenta l'evoluzione di una "mise en éspace" presentata all'interno della serata commemorativa e celebrativa di Franco Di Francescantonio chiamata "Guarda che luna, Franco!", tenuta presso il Saloncino della Pergola il 12 gennaio 2009. Il testo da cui trae ispirazione "Noi, soli" era un monologo drammatico intitolato "La cena di Oberto", inedito di Marco Vichi, che è stato messo in scena in quella occasione con la regia di Riccardo Massai. I nodi drammatici del testo originario, e solo abbozzati, vengono districati e sviluppati nel monologo del primo atto (Oberto), e integrati nel monologo del secondo atto (Maria). L' opera si avvale dell' interpretazione di Lorenzo Degl'Innocenti nei due ruoli di Oberto e Maria, in un intenso e continuativo disvelamento del carattere profondo dei personaggi, un uomo e una donna entrambi privi di una loro piena libertà.

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venerdì 12 e sabato 13 marzo
Guascone Teatro presenta
Serata in memoria di Andrea Cambi

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giovedì 18 marzo
Anna Montinari in
...Ci abbiamo provato (ma gli elefanti non entrano)

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venerdì 19 e sabato 20 marzo
Teatro 91 - Fondazione Teatro Piemonte Europa – RezzaMastrella presentano
Antonio Rezza in
7 14 21 28
di Flavia Mastrella Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
un Habitat di Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore

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Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato. Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire. Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo. Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra.

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giovedì 25 marzo
Stefano Mascagni e Teatro dell’Istante presenta
Anna Meacci in
Romanina
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Romina Cecconi è stata tra le prime in Italia a cambiare sesso e la sua storia è stata un segno importante di un costume che cambiava e di cui fu clamorosamente protagonista. Nel 1975 riassunse nel libro "Io, la Romanina, perché sono diventato donna" un percorso che, per quanto accidentato, narra sempre con piglio deciso e con un humour tagliente che non indietreggia di fronte alle prevaricazioni di una legge che la volle prima nel carcere maschile e poi in quello femminile. Anna Meacci, che ha al suo attivo numerosi interventi sulle storture della normalità e sulle apparenti follie del vivere sociale, ripercorre questa vicenda, tra ironia e pietas, raccontando allo stesso tempo un pezzo di storia del Belpaese e delle sue numerose contraddizioni.

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venerdì 26 e sabato 27 marzo
Sosia & Pistoia presenta
Marco Marzocca in
Da Giovidì a Giovidì
con la collaborazione di Federico Andreotti, Max Paiella e Stefano Sarcinelli
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Uno spettacolo, o forse un gioco, ove l'attore riesce a fare convivere - non senza imbarazzanti equivoci - i migliori personaggi presentati a Zelig, trasmissione ove Marco Marzocca ha consolidato la propria presenza e fama. Partecipano allo spettacolo, in un rinnovatissimo repertorio, il Notaio (reso celebre dalla collaborazione con Corrado Guzzanti) ed il domestico filippino Ariel (che in TV abbiamo visto in casa Panicucci e Bisio). Ma non finisce qui... altre sorprese sono in arrivo, e il grande comico non perde occasioni per prendere di mira, in maniera ironica e scanzonata, i tic, le manie e le contraddizioni di noi italiani.

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giovedì 1 aprile
Ridens presenta
Marco Bazzoni in
Come sono caduto in Baz
di e con Marco Bazzoni e con la partecipazione controvoglia di Alex De Santis
scritto con Marzio Rossi e Francesco Brandi.
musiche Max Vicinelli
guest star Sdrushi
video Carletto Fx
regia di Francesco Brandi

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In un’Italia sempre più in crisi, BAZ 4.0, lettore multimediale di nuova generazione, prende il sopravvento: da semplice riproduttore di film e musica, diventa, nella versione “maestro Unico” uno strumento indispensabile per la scuola del futuro con tante nuove funzioni e potenzialità. In questo nuovo spettacolo, Marco BAZzoni coadiuvato dall’inseparabile compagno di palcoscenico Alex De Santis, diretto dal “fresco” premio Ennio Flaiano, Francesco Brandi porta in scena uno spettacolo scritto insieme all’insolente Marzio Rossi e spinge il famoso lettore multimediale oltre il semplice intrattenimento, trasformando BAZ 4.0 in un prodotto dotato di un intelligenza artificiale al servizio dell’umanità. La follia suggerita da Marco Bazzoni offre un divertente spunto per guardare la società in tutte le sue contraddizioni : uno spettacolo che cerca di affrontare attraverso i suoi monologhi la realtà, o quello che ci viene propinato come tale, con il sorriso sulle labbra, l’allegria delle canzoni e con la convinzione che ridere sia l’unico modo per resistere. Immancabile sarà la presenza del cantante “confidenziale” Gianni Cyano, il quale, sempre più “impegnato” e sempre più auto-referenziato proporrà la sua nuova Hit destinata a diventare un successo musicale mondiale. Uno show dove Marco Bazzoni, balla, canta, recita e improvvisa esprimendo al massimo la sua prorompente energia.

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da giovedì 15 a sabato 17 aprile
Sosia & Pistoia presenta
Giobbe Covatta in
Trenta
di Giobbe Covatta
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Giobbe Covatta si lascia ispirare dalla carta dei diritti dell'uomo per la sua ultima affabulazione teatrale. Trenta sono gli articoli di cui si compone la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall'ONU il 10 dicembre 1948; trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. Vi si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato. Vi si sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un'istruzione. In chiave ironica (ma non troppo), come nel suo stile, Giobbe prosegue la sua riflessione sui diritti fondamentali dell'uomo, raccontando con sarcasmo di chi questi diritti li ha solo sulla carta.. scoprendo che questo avviene anche più vicino di quanto possiamo immaginare. Dopo "Melanina e Varechina" e "Seven", Giobbe presenta un nuovo spettacolo dedicato alla comicità sociale, stile ormai proprio del grande comico napoletano.

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da giovedì 22 a sabato 24 aprile
Altrove Teatro in co-produzione con Intralcio Efficiente presenta
Manuelita Baylon, Adrianna Secci e Marco Predieri in
Le sorelle Materassi
da Aldo Palazzeschi
regia di Marco Toloni e Paolo Biribò

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Dopo aver riportato in scena “Gallina Vecchia” di Novelli, nella passata stagione teatrale, a seguito degli straordinari consensi di pubblico e critica che hanno accolto lo spettacolo, Altrove Teatro prosegue nel lavoro di riscoperta dei classici della letteratura novecentesca d’ambientazione e tradizione fiorentina, volgendo lo sguardo stavolta a una pietra miliare della nostra cultura contemporanea, Aldo Palazzeschi e le sue immortali “Sorelle Materassi”. Il romanzo, già ricostruito in indimenticabili riduzioni per cinema e televisione e in quella teatrale dello scomparso Oreste Pelagatti, rivivrà ora di nuova vita e luminosità nella lettura fedele ma originale che ne propongono Paolo Biribò e Marco Toloni, firmando la regia a quattro mani. Una messa in scena asciutta e rigorosa, che intende incentrare l’attenzione sulle figure amare e poetiche, pulsanti, delle due anziane signorine, Teresa e Carolina, simboli inermi di un tempo passato, di una società fiorentina fatta di famiglia, borghesia e botteghe, destinata presto a soccombere sotto i colpi della modernità e dei nuovi costumi, qui rappresentati dallo spregiudicato e viziato nipote Remo. Ancora una volta siamo di fronte a una straordinaria e lungimirante pagina del nostro recente ieri, capace di parlare allo spettatore contemporaneo, identificando quell’inevitabile processo di decadenza etico e valoriale che giunto inarrestato fino al tempo presente. A tracciare l’affresco delle toccanti protagoniste sono chiamati due volti storici della scena fiorentina e nazionale, Manuelita Baylon e Adriana Secci, attrici di non comune talento e di gran cuore. Accanto a loro il giovane e già applaudito Marco Predieri, insignito nel luglio 2009 del Premio Speciale Giulia Ammannati al Festival Nazionale Teatro Cinema Televisione di Villa Basilica.

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giovedì 29 e sabato 30 aprile
Produzioni Teatrali Paolo Poli presenta
Paolo Poli in
Favole
due tempi da Perrault, Beaumont e De Brunhoff
coreografia e aiuto regia Alfonso De Filippis
scene e costumi Emanuele Luzzati
regia Paolo Poli

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Forse non tutti sanno che Collodi, dieci anni prima di scrivere Pinocchio, il suo capolavoro e probabilmente il libro italiano più famoso nel mondo, raccolse e tradusse in un volume, "I racconti delle fate", le fiabe di Perrault e di M.me le Prinoc Beaumont, riuscendo (grazie alle leggerissime varianti sia di vocaboli, sia di andatura di periodo, sia di modi di dire) a trasferire la corte del re Sole, con il suo seguito luminoso, in una Toscana insieme granducale ed umile. Queste favole, che formano il tesoro della tradizione popolare, mostrano intrecci analoghi ai racconti di Straparola e Basile. Esse hanno avuto fortuna in ogni tempo, passando dalla tradizione orale alla letteratura scritta e da questa sfociando nella letteratura teatrale, fornendo così fonte di ispirazione a musicisti illustri come Ravel e Prokof'ev. Anche la vicenda di Giulietta e Romeo, una delle perle shakespeariane, è desunta dalla novellistica nostrana, da Bandello appunto, in cui le note tragiche di stemperano nell'incanto fiabesco dell'immortale destino amoroso. Infine grazie all'incantevole musica di Poulenc sono divenute immortali anche le avventure dell'elefantino Babar, gioia dei bambini francesi e delizia dei grandi di tutto il mondo, in un secolo come il novecento che ha saputo riscoprire il fascino dell'arte nell'esotismo dell'infanzia.

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