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Stagione 2011-2012

orario spettacoli
dal lunedì al sabato ore 21.00
tutte le domeniche e lunedì 26 dicembre e 6 gennaio ore 16.45
giovedì 8, domenica 11 e domenica 18 dicembre ore 21.00

Apertura cassa del Teatro: martedì, venerdì e sabato dalle 15.30 alle 19.00

// Scarica il programma // clicca qui

rossi


sabato 5 e domenica 6 novembre
CRT Artificio in collaborazione con Change Performing Arts presenta
Marco Baliani in
Terra promessa
Briganti e Migranti
uno spettacolo di Marco Baliani | Felice Cappa | Maria Maglietta con la partecipazione in video di Salvo Arena | Aldo Ottobrino | Naike Anna Silipo | Michele Sinisi
regia Felice Cappa
drammaturgia Maria Maglietta
musiche Mirto Baliani
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È vivissimo ancor oggi, negli echi sopiti e più reconditi della coscienza contadina, il ricordo della loro rivolta, una rivolta disumana, che parte dalla morte e non conosce che la morte, dove la ferocia nasce dalla disperazione, dove, senza illusioni, la civiltà contadina difendeva la propria natura contro quell'altra civiltà che le sta contro e che, senza comprenderla, eternamente l'assoggetta. Carlo Levi 1861-2011: l'Italia festeggia i 150 anni dell'unità nazionale. Nell'anno dedicato alle celebrazioni di quella che fu certamente la realizzazione di un sogno politico condiviso da uomini di stato, artisti e intellettuali, non si può però dimenticare che l'unificazione italiana fu un processo difficile e doloroso che lasciò sulla strada numerose vittime. Al sud uomini e donne si opposero con forza a un progetto politico che non offriva loro la possibilità di costruire un futuro dignitoso. Di fronte a un'unità che si stava realizzando con le armi, non poteva che organizzarsi una resistenza armata, resistenza che era destinata a passare alla storia con il nome di brigantaggio. I briganti – spietati, ribelli, efferati – si trovarono a essere strumento di poteri sfuggenti e ambigui, usati e poi abbandonati da quei baroni e proprietari terrieri sempre pronti a cambiar bandiera. La disperata ribellione dei briganti venne soffocata nel sangue, repressa da eserciti e leggi speciali. Il neonato Regno d'Italia schierò infatti contro i contadini quasi la metà del suo esercito e il numero delle vittime, di questa che fu a tutti gli effetti una guerra civile, è più alto di quello totale delle guerre di Indipendenza. Negli ossari dei camposanti dei paesi della regione del Vulture giacciono sparse le ossa calcinate dei briganti, morti combattendo o fucilati, insieme a quelle dei soldati che da loro vennero uccisi, ossa senza parole, evanescenze di quello sterminio dell'esistente che è la Storia. (Michele Saraceno) Nella vicenda del bandito Carmine Crocco, si può leggere la storia emblematica di un'incomprensione, di una disfatta civile, di un'assenza di lungimiranza politica che ancora oggi incide pesantemente sulla storia del nostro Paese. Dall'entusiasmo popolare suscitato dalle promesse garibaldine, in pochi anni, la popolazione del meridione si trovò a combattere una disperata forma di rivolta contro l'ordinamento del nascente Stato italiano. Per migliaia di contadini, al termine di quei sanguinosi anni, restò, come scelta obbligata,divenire emigranti. È questo infatti il destino di otto milioni di contadini, uomini e donne del sud e del nord Italia che negli anni della nascita del nuovo Stato italiano sono costretti a lasciare il Paese. In scena Marco Baliani, a ripercorrere gli eventi, a ricostruire le circostanze e a illuminare i luoghi che i protagonisti di quelle vicende hanno consegnato alla storia. Ad accompagnare le parole del narratore in scena, compaiono, su schermi sovrapposti, come apparizioni fantasmatiche, altri personaggi, un contadino, una popolana, un barone e un soldato piemontese, evocati dal narratote stesso, a comporre un mosaico di racconti fatto di voci e punti di vista differenti. Questa fermentazione narrativa vive all'interno di una speciale scatola luminosa, che racchiude il narratore e la sua storia in un caleidoscopio di immagini proiettate. Brevi squarci di vita, memorie di luoghi, riflessioni si amalgamano in uno spezzato affresco. Al centro si pone il conflitto del brigante contadino, la sua impossibile riconciliazione col mondo. La forma dell'evento teatrale è tutt'uno con questa impossibile pacificazione, con l'incapacità di ricondurre le vicende a un unico lineare racconto. Il succedersi e sovrapporsi di parole suoni e immagini mostrano un paese non ricomposto, una terra non riconciliata, dove ai perdenti non resta che divenire stranieri a sè stessi perdendosi nelle innumerevoli figure degli emigranti.

occupazioni


mercoledì 9 e giovedì 10 novembre
Maurizio Lombardi in
Pugni di zolfo
scritto, diretto ed interpretato da Maurizio Lombardi
aiuto regia Chiara Andreis
ambientazioni sonore Vanni Cassoni
voce Teresa Fallai
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Vincenzo Barrisi, un pugile nel suo spogliatoio, ha appena finito un incontro duro. Troppo duro. Ha combattuto contro l'americano: forte, coriaceo, grande incassatore. Ha perso, male. Nel silenzio fischietta una canzone, la ninna nanna di sua madre e ricorda, ritorna a quando era bambino. La sua terra, la Sicilia. ll suo paese, un pugno di terra strappato al sole. Sua nonna, seduta sotto la veranda con lo sguardo lontano fisso verso le miniere di zolfo, la sua fuga da Picciriddu, quando dovette essere aiutato dalla mamma per sottrarsi alla discesa nell'inferno della zolfara dove i "carusi", bambini di sette-otto anni, si spezzavano la schiena per portare in superficie lo zolfo, la nuova ricchezza della Sicilia. Una discesa in un budello di terra fatto di sangue e fatica. Due bambini che sognano il mare, le acciughe, l'amore che non hanno mai vissuto.

zuzzurro




venerdì 11 e sabato 12 novembre
Fabbrica srl e Teatro Stabile dell'Umbria presentano
Ascanio Celestini in
Pro Patria - senza prigioni, senza processi
di Ascanio Celestini
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Chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco. e chi ruba due mele? chi ne ruba cento? quando il furto della mela diventa un reato? c'è un limite? c'entra con la qualità della mela? la legge è uguale per tutti e i giudici non si mettono a contare le mele. la statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. non è una bilancia per pesare la frutta. Sono le parole di un detenuto che sta scrivendo il discorso. Un discorso importante nel quale cerca di rimettere insieme i pezzi della propria storia, ma anche di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i tre libri che l'istituzione carceraria gli permette di consultare. Chiede aiuto a Mazzini. Un Mazzini silenzioso e sconfitto.

ambra


venerdì 18 e sabato 19 novembre
Andrea Maia Teatro Golden presenta
Gianni Ferreri, Daniela Morozzi e Roberto Nobile in
Terapia Terapia
da un soggetto di Roberto Nobile
una commedia di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia,
Roberto Nobile, Vincenzo Sinopoli
regia di Augusto Fornari
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Ninì Serpiello, (Gianni Ferreri) e Lucia Montello, (Daniela Morozzi) sono in terapia di coppia per cercare di salvare il loro litigiosissimo matrimonio. Si sono rivolti dopo aver tentato, senza successo, di risolvere con altri terapisti, al Dottor Mauro Angeli, (Roberto Nobile) stimato psicologo del settore, considerato un salva-coppie per l'alta percentuale di successi delle sue terapie. Ma i Serpiello non sanno che proprio in questo periodo anche lo Psicologo vive una gravissima crisi matrimoniale. Cosa può accadere se i problemi della coppia si intrecciano con quelli dell'analista? Fra equivoci, litigi, svelamenti, tenerezze, "Terapia Terapia" affronta, in chiave comica ma non superficiale, le commedie e i drammi del matrimonio attraverso un viaggio analitico, da Freud alla sfogliatella napoletana. Gli straordinari interpreti di "Distretto di Polizia" per la prima volta insieme a teatro!

leone


venerdì 25 e sabato 26 novembre
E20inscena presenta una produzione Perrone
Cinzia Leone in
Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!
scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu
con la collaborazione di Federica Lugli
regia di Fabio Mureddu
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Non tutti sanno che il distacco dal cordone ombelicale è un problema preistorico irrisolto. Cinzia Leone ha pensato di spiegarlo nel suo nuovo spettacolo dove l'attrice viene interrotta costantemente dalla madre che la chiama al telefono nel bel mezzo del suo monologo.Protagonista di tanti spettacoli televisivi, un'attrice comica d'eccezione. Cinzia Leone ironica, istrionica, camaleontica capace di interpretare le donne della nostra attualità, di vedere la vita e la società con ironia intelligente e pungente grazie alla capacità di saper far ridere e riflettere contemporaneamente.

bergonzoni


da mercoledì 29 novembre a 4 dicembre
AGIDI presenta
Paolo Hendel in
Molière a sua insaputa
da Molière
progetto di Leo Muscato e Paolo Hendel
drammaturgia e regia di Leo Muscato
e con Maria Pilar Pèrez Aspa, Laura Pozone e Mauro Parrinello
scene e costumi di Carla Ricotti
luci di Alessandro Verazzi
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Un inedito Paolo Hendel, nei panni di un improbabile Molière, accetta l'invito alla trasmissione televisiva A sua insaputa. Convinto di partecipare ad una serata celebrativa, questo buffo Molière non sa ancora che quel programma, una specie di Serata d'Onore surreale che ospita personaggi illustri del passato e del futuro, diventerà ben presto un processo alla sua vita, alle sue opere e alle sue idiosincrasie. Una soave e sadica conduttrice chiamerà in causa bizzarri opinionisti e giornalisti con nomi desueti come Argante, Alceste e Tartufo che gli sproloquiano i testi delle sue commedie e gli si rivoltano contro, massacrando le sue opere con interpretazioni pretestuose. Un processo televisivo al limite del paradossale, condito di finti buoni sentimenti e malcelate ipocrisie, in cui Molière dovrà difendersi dai personaggi da lui stesso creati e dalla mefistofelica presentatrice in un tourbillon di equivoci e fraintendimenti comici, per giungere infine all'amara conclusione che l'ipocrisia oggi è un vizio di moda, e quando un vizio diventa moda, non è più un vizio, ma una virtù.

poli


giovedì 8 e venerdì 9 dicembre
Teatro Stabile della Sardegna-A.T.I.R. presenta
Nozze di sangue
di Federico Garcìa Lorca
traduzione di Marcello Fois
drammaturgia Marcello Fois e Serena Sinigaglia
con Lia Careddu, Maria Grazia Bodio, Marco Brinzi, Mattia Fabris,Sax Nicosia, Isella Orchis, Cesare Saliu, Sandra Zoccolan
regista assistente Rosalba Ziccheddu
musiche originali Gavino Murgia
scene Maria Spazzi
costumi Federica Ponissi
regia Serena Sinigaglia
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Una storia passionale e appassionata per uno spettacolo dedicato all'incontro della lingua spagnola, italiana e sarda e di due generazioni d'attori. Federico Garcìa Lorca è uno dei massimi protagonisti della storia e della letteratura del Novecento. La sua vita e la sua opera sono segnati dal rapporto con le avanguardie degli anni venti e trenta (Luis Buñuel, Salvador Dalì), ma anche da esperienze personali accettate dolorosamente, come l'omosessualità, per la quale, oltre che la sua fede repubblicana, verrà fucilato nel 1936 dai falangisti seguaci di Francisco Franco. La sua poesia e il suo teatro però, che scava così profondamente nell'anima di una Spagna arcaica e oscura, hanno resistito alla dittatura diffondendosi in tutto il mondo. Nozze di Sangue è una tragedia corale, in cui emozioni, sentimenti, passioni e una fatale necessità, sono protagonisti assoluti, in cui il dramma è nell'aria fin dalle prime battute.

marcore


da sabato 10 a lunedì 12 dicembre
Catalyst presenta
Clandestino
testo e regia Riccardo Rombi
con Jacopo Gori Paolo Santangelo Stefania Stefanin
luci Gianfranco Michler
assistente alla regia Ulpia Popa
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Uno spettacolo dedicato a tutti coloro che non hanno diritto di parola, a tutti quelli che un manipolo di abietti pseudo secessionisti d'accatto, definisce gentaglia, immondizia, spazzatura. Uno spettacolo per rialzare la testa, per allontanare lo squallido grigiore di una minoranza ottusa che vorrebbe il nostro Paese chiuso, lindo, anonimo come la più amorfa delle villette a schiera. Fortunatamente gli Italiani non sono così, non sono tutti così. Siamo, una volta, stati "brava gente" che sorrideva, con-divideva il pane, si fermava a chiedere: "La posso aiutare?". Poi una sorta di fradicia idiozia è cominciata a piovere giù, dai piani un po' più alti ed è calata sui volti che si sono fatti sempre più spenti, sempre più dementi, impigriti, ingrigiti, raggrinziti, in una paura sorda, vile e meschina. Come i personaggi di questo spettacolo che vivono lo strazio di essere utili a niente, impietriti nel loro essere comparse del proprio tempo. Sul palco tre personaggi: un vecchio che piuttosto di spegnersi anonimamente in un ospizio, come la nostra bella società vorrebbe, decide di darsi alla "clandestinità", per riappropriarsi almeno del suo diritto alla morte, perché in altri luoghi del pianeta ancora esiste un ordine di valori che abbiamo dimenticato. A fargli da contrappunto la nostra coscienza e una donna che vive, suo malgrado, immersa nelle banalità del quotidiano, che si esprime per luoghi comuni e insegue disperatamente vuoti modelli di apparente benessere. Una denuncia nei confronti di un modello sociale ed economico che "fa acqua da tutte le parti: ci sposiamo e non abbiamo tempo di stare con le nostre donne, facciamo figli e non ci giochiamo e, i nostri vecchi, li lasciamo soli, o li mettiamo in carcere". Di fronte a questo desolante panorama viene allora ribaltato il significato di un termine usato oggi solo con una connotazione feroce, e la Clandestinità inaspettatamente diventa una possibile via d'uscita.

marcore


sabato 17 dicembre
ATER -Associazione Teatrale Emilia Romagna presenta
Teatro delle marionette di Obraszov
Concerto Straordinario
Lo spettacolo di marionette più famoso del XX secolo!
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«Concerto Straordinario» è un Gala di brani nel quale le marionette fanno la parodia di artisti dei generi più diversi: cantanti, ballerini, musicisti e prestigiatori. È stato presentato in oltre 40 paesi e per questo è stato inserito nel "Guinness dei Primati" per il maggiore numero di spettatori al mondo, e ancora oggi riscuote grande successo. A dirigere il «Concerto Straordinario» è Edward Aplombov che possiede il dono di suscitare subito il sorriso degli spettatori, e adora gli applausi continui. È un poliglotta unico, scherza in 24 lingue. Impareggiabile e irresistibile!

marcore


mercoledì 21 e giovedì 22 dicembre
Regione Toscana, Teatro Mestastasio di Prato in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Firenze e Opera Bazar Compagnia Sperimentale presentano
L'isola dei Pappagalli con BONAVENTURA prigioniero degli antropofagi
una commedia musicale di Sergio Tofano
musiche di Nino Rota
arrangiamenti di Marcello Bufalini
coreografie di Cristina Molteni
con Andrea De Luca nella parte del Signor Bonaventura
e Rosario Campisi, Francesco Borelli, Loris Dogana, Silvia Frasson, Elisa Lucarelli,Simone Martini, Marta Meneghetti, Alessio Nieddu, Christian Quagli,
regia di Aldo Tarabella
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Una commedia musicale dal ritmo scoppiettante, divertente, con musiche accattivanti, protagonista il Signor Bonaventura… Spettacolo per famiglie adatto ad un pubblico di adulti e ragazzi. I 100 anni del CORRIERE DEI PICCOLI, appena trascorsi, hanno riportato l'attenzione a quelle splendide strisce, dove passeggiava con infinità positività il Signor Bonaventura che,in prima pagina per decenni, divenne personaggio amato per più generazioni. La commedia, sotto la regia di Sergio Tofano, fu rappresentata con un ensemble strumentale e con musiche originali di Nino Rota, di cui ricorre in questo 2011 l'anniversario dei 100 anni dalla nascita, per l'ultima volta, come scritta dagli autori, nella Stagione teatrale del Teatro Valle a Roma 1952-53. La storia gioca in mezzo ai popoli bianchi e neri, con versi non privi di ironia e divertimento e citazioni che non possono non ricordare il contesto politico e culturale degli anni 30 e non possiamo non pensare al fenomeno del colonialismo che portò una Italietta verso continenti sconosciuti certi della conquista ma non fu così nella storia e neanche nella giocosa drammaturgia dell'Isola dei Pappagalli e in fondo il sottotitolo che dice Bonaventura prigioniero degli antropofagi forse la possiamo leggere come una metafora, una razza che cerca di mangiare l'altra o ancora meglio ci si avvia verso tempi futuri dove si andrà verso una integrazione progressiva delle razze? E miglior testimonial non poteva essere che Bonaventura a sua agio sempre ovunque tra bianchi, neri, gialli o verdi, con il suo spiccato senso di tolleranza e disponibilità verso tutti.

germano


spostato a marzo 2012 (date in definizione)
Occupazioni Farsesche presenta
Marmi
regia di Riccardo Sottili
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Presto online!

catalyst


venerdì 16 dicembre
Teatro e Società presenta
Mariangela D'Abbraccio in
Teresa la ladra
di Dacia Maraini
regia Francesco Tavassi
musiche e canzoni originali Sergio Cammariere
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Teresa la Ladra è il titolo che fu dato al film con Monica Vitti tratto dal romanzo di Dacia Maraini: Memorie di una ladra. L'opera racconta la storia di una ladruncola buffa e disgraziata che attraversa gli eventi e la storia d'Italia dalla metà degli anni venti fino agli anni settanta. Le vicende di Teresa attraversano le grandi trasformazioni del Paese dalla grande guerra al boom economico. Tutto viene visto dall'angolazione di chi subisce  inconsapevolmente, ne scaturisce dunque un racconto tragi-comico irresistibilmente tenero. Emerge in questo testo la straordinaria efficacia della Maraini nello scandagliare l'animo femminile e a rivelarne gli aspetti più nascosti attraverso una scrittura naturale e sempre comprensibile . Si è  pensato che la musica e le canzoni potessero essere uno strumento espressivo utile a completare il racconto rocambolesco di Teresa creando di questo spettacolo una sorta di operetta musicale, di teatro-canzone. E' stata dunque fondamentale la collaborazione di Sergio Cammariere che ha scritto una vera e propria colonna sonora oltre a delle canzoni originali su testi della stessa Maraini. Mariangela D'Abbraccio sarà Teresa che racconterà e canterà la sua storia accompagnata da un gruppo di musicisti in una formazione suggerita dallo stesso Cammariere.

battiston


da lunedì 26 a sabato 31 dicembre (31/12 ore 22)
Tedavi '98 presenta
Alessandro Riccio in
Gianni Schicchi
regia di Alessandro Riccio
Scene CLET
costumi Dagmar Lise Pedersen
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Vicenda portata alla notorietà dalla celebre opera di Giacomo Puccini, la storia e il personaggio di Gianni Schicchi sono citati nella Divina Commedia e altro non è che la storia di una burla. Una burla boccaccesca, con risvolti amari e ironici nella quale una famiglia litiga per una cospicua eredità lasciata dal vecchio Buoso Donati. Firenze 1300 quindi. Spettacolo in costume storico per cui TEDAVI è conosciuta e stimata sul territorio fiorentino grazie alla rassegna "IL MESE MEDICEO" che quest'anno giunge alla nona edizione. Cast composto da attori fiorentini e non per una commedia divertentissima dai toni sagaci e taglienti (Silvia Paoli, Silvia Frasson, Daniele Bonaiuti).

luca


mercoledì 4 gennaio
PeccioliTeatro direzione artistica Andrea Buscemi presenta
Andrea Buscemi e Eva Robin's in
Pinocchio
di Carlo Collodi
musiche Dino Mancino e Giorgio Dari
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Uno dei libri più letti al mondo (secondo solo alla Bibbia per diffusione), conosciuto e amato a tutte le latitudini, viene ora affrontato col consueto piglio istrionico da Andrea Buscemi in una prova a due voci condivisa con Eva Robin's (che va a sostituire attrici come Tosca d'Aquino, Debora Caprioglio e Nathalie Caldonazzo, negli anni avvicendatesi come partner femminile) e la suggestiva fisarmonica di Giorgio Dari. Scritto da Collodi sulla fine dell'Ottocento, PINOCCHIO conosce una moltitudine di riduzioni per la scena (esemplare quella disegnata negli anni 70 per il genio di Carmelo Bene). Il cinema gli ha reso omaggio più volte e qui merita ricordare almeno la straordinaria prova televisiva di Comencini nel 1971, ma anche-in anni recenti-il coraggioso tentativo di Roberto Benigni di riproporlo allo smaliziato pubblico di oggi. Perfino Walt Disney nel 1938 gli dedicò un memorabile cartone animato, e da allora il personaggio è diventato universale. Merito di un'opera al contempo pedagogica e avvincente, tutta giocata per profonde metafore e nuances ancestrali che fanno davvero di Pinocchio addirittura un archetipo. Lo spettacolo di Buscemi svela la parte crudele dell'opera, senza indugiare nel banale universo favolistico, affrancandosi dunque dalla chiave di lettura dedicabile ai più piccoli. PINOCCHIO è anche il ritratto preciso di un'Italia che non c'è più ( quella di deamicisiana memoria ), un'Italia che-appena reduce dall'Unificazione- era forse più Italia di quella di oggi.

principe


da venerdì 6 a martedì 10 gennaio
ENTR'ARTe presenta
Compagnia Mannini Dall’Orto Teatro in
Il piccolo Principe
tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry
con Italo Dall'Orto (il Pilota)
Emilio Magni /Pietro Santoro (il Piccolo Principe)
Erika Giansanti/Chiara Solari (la Volpe/L'Ubriaco/il lampionaio/Il Turco)
Arianna Baldini/Virginia Gori (la Rosa e il Serpente)
Regia e Adattamento Italo Dall'Orto
Scene Armando Mannini - Costumi Elena Mannini
Musiche originali: Gionni Dall'Orto e Erika Giansanti
La "Canzone della rosa" è cantata da Irene Grandi
Coreografie Margherita Pecol Guicciardini, Deanna Losi
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Il Piccolo Principe, che – ormai un piccolo cult – torna al Puccini per la quinta volta. Lo spettacolo ha debuttato nel lontano 1998. Da allora ha percorso l'Italia con più di 400 recite, toccando tra l'altro i più importanti Teatri Stabili (Torino, Genova, Parma, Trieste, L'Aquila), dell' ex ETI (Pergola e Quirino) e privati (Carcano, Brancaccio, Ambra Jovinelli) ecc. ecc., registrando in più occasioni il "tutto esaurito". Lo spettacolo è tratto dal libro più famoso di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944), una delle figure più rappresentative del Novecento: pilota civile e militare, uomo capace di grandi battaglie e di grandi solitudini, autore di libri dove il volo aereo è quasi sempre protagonista, ma mai in senso aneddotico o auto-celebrativo, bensì come tramite di considerazioni molto profonde sull'animo umano, dettate da un uomo che si è trovato spesso ai limiti delle condizioni estreme. La grande metafora del bambino che si presenta misteriosamente a un pilota col suo aereo in avaria nel Sahara e che, dopo una storia di amicizia con quello strano adulto, scompare "lassù" altrettanto misteriosamente, è nota a tutti. Lo spettacolo, secondo gli accordi presi con gli eredi, si ispira fedelmente al testo e alle immagini del famoso libro, best-seller (dalla sua uscita nel 1943) della letteratura per ragazzi, o meglio, della letteratura "per quegli adulti che un giorno furono ragazzi", per parafrasare le celebri parole del suo autore. La regia è curata da Italo Dall'Orto, anche autore della riduzione del testo e interprete della parte del Pilota, mentre la parte del piccolo protagonista è affidata a turno a Pietro Santoro e Emilio Magni, bambini pieni di talento che restituiscono al pubblico tutta l'ingenuità e il disincanto della creatura letteraria. Nel ruolo dela Rosa e del Serpente, al suo debutto sul palco, Virginia Gori giovanissima promessa della danza. La scenografia "si limita" a grandi atmosfere di luci e di colori, nelle quali scorrono gli elementi essenziali del racconto (l'aereo, i pianetini, il muro del Serpente, la tana della Volpe). Le immagini scenografiche di Armando Mannini, i costumi di Elena Mannini, le musiche di Gionni Dall'Orto, il disegno delle luci e le proiezioni, riproducono nella scatola magica del palcoscenico le suggestioni del racconto.

leone


venerdì 13 e sabato 14 gennaio
PeepArrow presenta
Tosca D'Aquino, Roberta Lanfranchi, Samuela Sardo in
Smetti di piangere Penelope!
di Christine Anglio, Juliette Arnaud, Corinne Puget
regia di Massimo Romeo Piparo
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Dopo lo strepitoso successo ottenuto a Parigi, dove è rimasto in scena per tre anni consecutivi con oltre 600 repliche all'attivo, arriva per la prima volta in Italia un fenomeno "tutto al femminile" della Commedia brillante contemporanea. "Smetti di piangere Penelope!" porta sul palcoscenico uno dei temi più attuali dell'universo femminile: "Il mio orologio biologico ha deciso: io faccio un figlio, chi c'è…c'è!" Tre ragazze che hanno già superato la soglia dei 30 anni, tre amiche – o, almeno, tali si ritenevano…- tre compagne di giochi, tre colleghe di liceo, si ritrovano dopo un po' di tempo per caso. Si confrontano/scontrano sul tema della gravidanza, si azzuffano sull'eros, si scoprono diverse ma sempre tremendamente uguali, si amano nella disperazione. Francesca(D'Aquino): la più tosta delle tre; non ha concluso molto nella vita ma adesso ha una certezza: vuole un figlio! E infatti… Anna (Lanfranchi): lei il figlio non lo ha neppure concepito ma…sa già che è maschio, come si chiama, il giorno esatto in cui nascerà, il segno zodiacale, cosa farà da grande! Penelope (Sardo): apparentemente ingenua, mai cresciuta, una sorta di "Alice nel Paese delle meraviglie", fa la volontaria in un centro sociale ma…divora romanzi erotici. Il racconto avviene in unità di luogo e di tempo. Due ore decisive per le scelte delle tre ragazze. Si aiuteranno involontariamente a vicenda a capire un po' meglio cosa significhi…"volere un figlio". Una colonna sonora di canzoni famosissime del pop-rock italiano e internazionale renderà la Commedia ancora più vicina al gusto del pubblico italiano.

principe


venerdì 20 e sabato 21 gennaio
Guascone Teatro presenta
Andrea Kaemmerle & i Gatti Mézzi in
Lisciami
con Francesco Bottai, Tommaso Novi, Andrea Kaemmerle
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"LISCIAMI" nasce dall'immensa ed un po' sospetta attrazione per i manifesti pubblicitari del "Liscio", per quelle donne felliniane, truccatissime ed ammiccanti alla maniera antica. Ma in fondo anche per quegli uomini dalle 13 tastiere, litri di tinture per capelli e boschi di gilet, possessori magnanimi di furgoni ammaccati e mogli dalle cosce immense. "LISCIAMI" è la fascinazione verso il mondo popolare, dove ottimismo e semplicità sono un obbligo filosofico, base per un divertimento antico privo di slanci intellettuali. Qui è il punto di partenza di questo omaggio comico ai ricordi di sagre e feste patronali che ci hanno accompagnato nell'infanzia. Mondo sanguigno e sagace nel quale i Gatti Mezzi ed Andrea Kaemmerle si muovono da sempre. Nasce così una piece brillantissima con una poetica e dolcissima trama: un padre con 40 anni di sagre sulle spalle farà di tutto per convincere i figli, un po' snob ed alternativi, a rilevare la sua orchestra (I SANDOKAN FOUR) completa di furgone, service, karaoke e marchingegni di ogni tipo. Gli scenari rumorosi delle sagre ospitano un confronto tra generazioni e sogni, la comicità fin qui incendiaria e contagiosa, prende toni surreali ed onirici. Le emozioni prendono il sopravvento rapendo il pubblico fino all'ultimo istante.




lunedì 23 gennaio all'OBIhall Teatro di Firenze
C.T.F.R. srl in collaborazione con Itineraria Teatro srl e Ad Arte srl presenta
Dario Fo e Franca Rame in
Mistero Buffo
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Dario Fo e Franca Rame tornano in scena con una selezione di testi dal loro spettacolo dei primordi "Mistero buffo", riproposto con un'immancabile dose di improvvisazione, da sempre cifra distintiva del teatro di Fo.

crippa


giovedì 26 gennaio
Marangoni Spettacolo presenta
Francesco Tesei in
Mind Juggler
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Secondo Milton Erickson "ognuno di noi è molto più di ciò che pensa di essere, e sa molto più di ciò che pensa di sapere". Partendo da questa semplice affermazione, che suggerisce l'idea che la mente umana abbia risorse e potenzialità straordinarie, Francesco Tesei trasforma le più moderne ed efficaci tecniche di comunicazione subliminale, di mentalismo e di illusionismo psicologico, e attraverso di esse invita ad attingere dalle risorse "magiche" dellʼinconscio, e ad esplorare insieme a lui mondi affascinanti, misteriosi e in continua evoluzione: i mondi della mente e della comunicazione. Nel suo spettacolo il pubblico non è semplice spettatore, ma diventa il vero protagonista, giocando insieme a Francesco con i cinque sensi, con il pensiero, con la percezione, lʼimmaginazione e la comunicazione. Francesco Tesei, come un vero e proprio "Giocoliere della mente" (da cui il titolo dello show: Mind Juggler), compie "evoluzioni ed acrobazie" con ciò che comunemente riteniamo una delle cose più intime e personali, i nostri pensieri, per poi confondere sensi e percezioni, sfiorando in maniera provocatoria temi eterni e comuni ad ogni uomo. "Cosa so di me stesso? Quanto sono libero? Cosa mi lega agli altri? Che cosa è la Realtà?"

osiris


venerdì 27 e sabato 28 gennaio
Produzione Tangram presenta
Bebo Storti e Fabrizio Coniglio in
Suicidi?
adattamento teatrale tratto dal libro
di Mario Almerighi "3 suicidi eccellenti"
diretto da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio
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Siamo in piena tangentopoli e due comuni cittadini italiani,giocando a fare gli ispettori, indagano su "3 suicidi eccellenti" di quel periodo:Castellari,direttore generale degli affari economici del Ministero delle Partecipazioni Statali e consulente dell'Eni, Cagliari, presidente dell'Eni e Gardini,capo indiscusso della Montedison e maggior azionista dell'Eni. Perché le scene dei suicidi sono state alterate? Perché Castellari,Cagliari e Gardini si uccidono proprio il giorno in cui dovrebbero incontrare i magistrati?Hanno tutti e 3 un forte legame con L'Eni. E' solo una coincidenza?Il sistema uccide chi all'improvviso diventa inaffidabile? Non daremo presuntuosamente la soluzione a questi quesiti,ma insinueremo nello spettatore ,con le testimonianze,gli interrogatori,le analisi compiute sul luogo del delitto,le perizie e le autopsie, il dubbio che questi suicidi possano forse essere anche degli omicidi,senza cadere nella retorica,ma usando l'ironia e la forza teatrale della rappresentazione. Nulla di ciò che viene rappresentato è inventato ma è tratto da documenti ,dichiarazioni e perizie ufficiali ,raccolte con minuziosa scrupolosità dal presidente del tribunale di Civitavecchia Mario Almerighi. Lo spettacolo "Suicidi?" è infatti tratto dal libro "3 Suicidi Eccellenti" di cui Almerighi è l'autore. Ma Perché riattraversare quel periodo? Perché riparlarne? Tutti sappiamo che era uso comune , in quegli anni, il "sistema" delle tangenti; il favore all'amico di partito, al sodale, alla persona "vicina" per ideologia e per appartenenza. Una mafia che si stringe attorno all'idea di Patria, ma che poi fa spreco di denaro pubblico. Una classe dirigente e politica che ha perso, se mai l'ha avuto, il senso dello stato, del "servire il popolo" ma che è invece terrorizzata dal perdere i propri privilegi, dal veder svanire il potere con i privilegi. E così montagne di danaro pubblico vanno in fumo fra gli anni settanta e gli anni novanta , indebitando lo stato, e quindi i cittadini italiani per i prossimi decenni a venire. Riattraversare quel periodo con queste tre vicende è anche un modo per capire che cosa è il nostro paese oggi e cosa continuerà ad essere negli anni , se questo "sistema"non verrà smantellato.

osiris


martedì 31 gennaio
Compagnia Centrale Produzioni presenta
Storia di Charlotte
prodotto in collaborazione con la Comunità Ebraica di Firenze
in occasione della Giornata della Cultura Ebraica 2010
testo di Laura Forti
regia e contributi video di Teo Paoli
musiche originali di Enrico Fink e Teo Paoli eseguite dal vivo da Enrico Fink
con Lavinia Rosso e Silvia Baccianti
e la partecipazione di Alessandro Mazzoni
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L'artista: Charlotte Salomon, figura emblematica della cultura europea dei primi anni del novecento, spazzata via dalla dittatura nazifascista e dalla follia antisemita. La sua opera: settecentoottantacinque dipinti a guache che ripercorrono e romanzano la sua vita, le sue aspettative e i suoi drammi inscindibilmente collegati alla tragedia incipiente, corredati da frasi, scritte, suggerimenti musicali, raccolti sotto il nome provocatorio di "Vita? O teatro?" È questo incontro-scontro che lo spettacolo racconta: l'esistenza concreta e la finzione narrativa, l'esperienza e l'atto creativo, l'emozione e la rielaborazione, in un confronto fra la protagonista e il suo alter-ego letterario Charlotte Kann. Uno spettacolo visionario, nel cui ritmo sincopato si materializza un dialogo nel quale vita personale, emozioni, vicende collettive e politiche si intrecciano indistricabilmente fino a divenire un'unica storia - la storia di Charlotte - a ricordarci come i grandi eventi e le grandi tragedie della Storia si ripercuotano inevitabilmente su milioni di esistenze individuali rendendo ognuno di noi inconsapevole e involontario protagonista.

muzzi


venerdì 3 e sabato 4 febbraio
Terry Chegia presenta
Ennio Marchetto in
A qualcuno piace carta
di Ennio Marchetto e Sosthen Hennekam
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Ennio Marchetto è un artista unico. In quasi 20 anni di carriera è stato alla ribalta dei palcoscenici più prestigiosi del mondo ( Edimburgo, Londra, Parigi, Berlino, New York, Los Angeles solo per citarne alcuni). Il suo spettacolo non ha confini, piace ovunque e ad un pubblico assolutamente eterogeneo dai 7 ai 70 anni.  Non è facile spiegare cosa esattamente succede durante un suo spettacolo. Ci sono dei costumi di carta che raffigurano grandi cantanti e grandi personaggi italiani e stranieri; dietro c'è lui, straordinario performer, a dar vita a questi costumi ripetendo movenze e tic di questi personaggi, rendendo tutto esilarante. Ma non è solo questo. Come per i più grandi trasformisti, la forza dello spettacolo sta nella straordinaria velocità con cui ENNIO MARCHETTO muove i costumi, li apre, aggiunge particolari disegnati e parrucche di carta: WITHNEY HUSTON, TINA TURNER, PAVAROTTI, MINA, PATTY PRAVO, LIZA MINELLI, MARYLIN MONROE, LUCIO DALLA, VASCO ROSSI, MADONNA... sono solo alcuni dei 300 costumi a cui da vita Marchetto in uno spettacolo che è una vera Babilonia di musica, teatro e creatività.

kataklo


da giovedì 9 a sabato 11 febbraio
Bananas presenta
Teresa Mannino in
Terrybilmente divagante
di Teresa Mannino
regia di Marco Rampolli
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Teresa Mannino racconta, sorride, graffia. Teresa ha la consapevolezza del "fuori luogo" ed è costantemente in bilico fra mondi contrapposti: il Nord operoso e il Sud filosofico; l'universo operoso femminile e quello infantil-materialista maschile. Teresa affronta "l'altra metà del cielo" con affettuosa consapevolezza e guarda i maschietti con il sorriso ironico di chi non aggredisce ma comprende, però fino a un certo punto… Teresa Mannino racconta e chiacchiera con la spontaneità di chi si trova su un palcoscenico ma conserva la stessa immediatezza che avrebbe in un salotto. Ovviamente non un salotto con pretese di mondanità, ma un salotto qualsiasi, in un pomeriggio qualsiasi. Come se gli spettatori non avessero prenotato un biglietto, ma avessero semplicemente suonato il citofono per una visita improvvisata.

marcore

mercoledì 15 febbraio ALL'OBIHALL
Teatro dell'Archivolto presenta
Neri Marcorè e Claudio Gioè in
Eretici e corsari
dall'opera di Giorgio Gaber, Sandro Luporini e Pier Paolo Pasolini
regia e drammaturgia Giorgio Gallione
con Claudio Gioè e Neri Marcorè
musiche dal vivo GNU QUARTET (Francesca Rapetti – flauto, Stefano Cabrera- violoncello, Raffaele Rebaudengo – viola, Roberto Izzo – violino)
in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber
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"Io non sono mai stato un militante, mai tesserato, mai propagandista. Questo essere un po' dentro un po' fuori, che mi è stato anche imputato, per me è vitale. Io credo invece nell'utopia della politica come indagine nella realtà." Giorgio Gaber
A metà degli anni '70 Pier Paolo Pasolini scrive e pubblica "Scritti corsari", una raccolta di articoli e riflessioni sulla trasformazione dell'Italia di quegli anni. In una intervista Gaber commenta "sviluppo senza progresso… mi sembra la sintesi più appropriata della nostra epoca". Pasolini racconta un sistema che sta attuando un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità, che fonda il proprio potere su una ipnotica promessa di comodità e benessere, ma che in realtà sta trasformando il cittadino in un "uomo che solo consuma"; sottolinea altresì le eccezioni, le resistenze, le sopravvivenze, ma in sostanza tende a radiografare impietosamente il proprio tempo, esasperando talvolta l'analisi per chiedere almeno una reazione, per provocare una sorta di "captatio malevolentiae" da cui far nascere un dibattito non ipocrita. In quegli stessi anni Gaber e Luporini non solo si muovono su una lunghezza d'onda analoga, mai bonariamente autoassolutoria, ma si nutrono e spesso condividono molte delle intuizioni pasoliniane, che trasformate e personalizzate, entrano in filigrana nei testi del teatro gaberiano. Monologhi e canzoni come "L'appartenenza", "Gli oggetti", "Il grido", "La festa" "Il cancro", "Qualcuno era comunista" svelano palesemente questa vicinanza, questo modo disincantato e spesso amaro di guardare il mondo, la società e il proprio paese. "Eretici e corsari" è uno spettacolo che si alimenta di questi materiali: monologhi, articoli, canzoni, frammenti di interviste di due artisti e intellettuali "non organici", che non temono di compromettersi e di risultare anche scomodi, poeti d'opposizione, diversi nella libertà, che con lucida preveggenza ci svelano che "il futuro è già finito" e che sarebbe ora di tornare a privilegiare il "crescere" rispetto al "consumare".

marcore

mercoledì 22 febbraio
Autorivari con il contributo di Spring Art Development® presenta
Massimo Buffetti, Stefano Agostini
Carlo Failli
e Luca Guidi in
La fabbrica del nulla
azione di musica strumentale

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Quattro musicisti sul palco con strumenti provenienti dall'area classica dialogano con il suono elettronico e le immagini. Episodi di teatro musica si alternano a spunti improvvisativi che variano i brani strutturati, originale copione dello spettacolo in una evoluzione in progress di quanto presentato nel corso della scorsa stagione. La fabbrica è il luogo principe del 'faber', oggi purtroppo sempre più spesso accostato ad elementi sociali di malcontento, come incidenti, disagi, difficoltà legate all'occupazione. Il tentativo di rappresentare musicalmente sulla scena il nulla può offrire un nuovo spunto di riflessione per ripartire da una diversa dimensione in cui provare a costruire di nuovo. Alla musica e ad un progetto di suono avvolgente, curato da Roberto Nigro, impostato sulla spazializzazione del suono, è affiancata una scenografia, realizzata da Tiziana Draghi, con pochi elementi composta da leggii/lastre di ferro/schermi, immagini/video, luci/ombre, basata su un progetto luci semplice ed essenziale a cura di Laura de Bernardis. Visuals di Alessandoro Anichini e Giovanni De Stefano in collaborazione con Gianmarco D'Agostino.

perrotta


venerdì 24 e sabato 25 febbraio
RQS Spettacoli presenta
Giorgio Tirabassi in
Salvatore e Nicola
tratto dal libro"Lotta di classe" di Ascanio Celestini (Einaudi 2009)
Riduzione teatrale di: Ascanio Celestini e Giorgio Tirabassi
Musiche di: Battista Lena
Regia: Giorgio Tirabassi
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Salvatore e Nicola stanno in borgata. La casa loro è un condominio. Al primo piano che è praticamente un piano rialzato ci sta il balcone coi gerani della signorina Patrizia, quella che fa dieci lavori, tutti precari. Ci vorrebbero dieci Patrizie e invece ci sto solo io, dice. Al piano di sotto che è praticamente un seminterrato ci stanno loro con lo zio che passa le giornate seduto, ossidato sulla poltrona. Nicola dice che che non è più un cristiano. Dice «è una macchia che impatacca la poltrona. Se muore non lo portiamo mica al camposanto. Chiamiamo il tappezziere». E il padre? E' scappato in Cina, a fare il commercio di polli. E la madre? S'è bevuta l'acido e quando il dottore l'ha aperta non ha trovato l'esofago. Al quinto piano c'è la Dentona di Tor di Quinto, quella che c'ha sessant'anni e ne dimostra duecento, piccoletta e secca secca. Tutta dipinta come una statuetta da bancarella, una di quelle che cambiano colore con la temperatura dell'aria. Una madonnina di coccio tenuta in piedi sui tacchi degli stivaletti rossi. In mezzo ci sta il condominio, l'umanità in ciabatte che puzza di minestrina col dado. A qualche fermata di autobus ci sta invece il call center dove Nicola guadagna 85 centesimi lordi per ogni telefonata di due minuti e quaranta secondi. E poi ci sta Marinella, enorme come l'Africa nuda con la testa nel Colosseo, il culo sull'Esquilino e i piedi dentro al Verano, Sotto alla metro lo zingaro con la fisarmonica canta e pare che parla di lei. «Marina Marina Marina...»

santamaria


venerdì 2 e sabato 3 marzo
Sonics presenta
Sonics in
Meraviglia
creato e diretto da: Alessandro Pietrolini
coreografie aeree: Ileana Prudente
costumi: Ileana Prudente
produzione: Fanzia Verlicchi per Equipe Eventi sas / Sonics srl
disegno luci: Niki Casalboni e Alessandro Pietrolini
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Dopo anni di show all'aperto i SONICS sono lieti di presentarvi il loro spettacolo MERAVIGLIA a teatro: acrobazie aeree e macchine sceniche imponenti creano un insieme di immagini intrecciate, di sogni vissuti dentro a un altro sogno più grande; la storia di come ognuno di noi spesso si affidi a pozioni magiche o a falsi santi per affrontare il quotidiano dimenticando che l'unico vero "elisir" della vita risiede dentro noi stessi, dentro le nostre emozioni che vengono dallo stupore per le cose semplici "…se solo imparassimo a scollegarci dalla realtà…" ognuno di noi avrebbe dentro di sé il suo pianeta Meraviglia, il luogo in cui contenere l'emozione non convenzionale, il luogo in cui rifugiarsi e a cui rifarsi quando quello che ci sta intorno sbiadisce i contorni dell'essere umano … Adrenalina e stupore sono gli ingredienti di questo spettacolo che non disdegna riflessioni ambientali e che strizza l'occhio alla condivisione tra popoli, una favola moderna e senza presunzione se non quella di trasportare lo spettatore in spazi surreali e indefiniti della fantasia umana, luoghi animati da animali anomali in cui un fiore proveniente da un altro pianeta lotta contro lo smog provocato dall'uomo o dove una carezza si trasforma in una straordinaria storia d'amore sospesa per aria. "Meraviglia" è una delle grandi performance a cui ha dato vita la creatività visionaria ed onirica di Alessandro Pietrolini fondatore insieme ad Ileana Prudente dei Sonics, una compagnia di acrobati tutta italiana protagonista di eventi magici e di grande effetto. Nel loro curriculum grandi eventi e spettacolari performance aeree presentate nelle più belle piazze italiane europee e del mondo: con i loro spettacoli hanno fatto sognare il pubblico di mezzo mondo da Miami a Mumbai, da Frankfurt a Dubai. I Sonics riempiono i cieli, le piazze e finalmente anche i teatri con i loro leggeri acrobati, le imponenti attrezzature, le visioni oniriche del loro immaginario e tutta la multiforme e geniale fantasia del circo moderno e della danza acrobatica dando vita ogni volta ad eventi unici e irripetibili, che lasceranno a bocca aperta… e al termine non resterà che domandarsi se è stato reale o frutto di un sogno.

nulla


venerdì 9 e sabato 10 marzo
Just in Time Management presenta
Flavio Oreglio in
Sulle spalle dei giganti
Le radici pagane dell'Europa
di Flavio Oreglio
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"Sulle spalle dei giganti" è uno spettacolo che racconta la grande avventura del libero pensiero. Con la complicità del ricordo, un uomo ripercorre i momenti più significativi vissuti a scuola da ragazzo (a partire dall'emozione del primo giorno) e così facendo si interroga sulle tante contraddizioni della nostra società. Nascono tante domande le cui risposte delineano nel loro insieme una storia curiosa, divertente, poetica e a tratti sorprendente. Che legame c'è tra la nostra società e la scuola? Cosa ci insegnano? Ci raccontano proprio tutto? Perchè la Storia è solo storia di guerre? Perchè crediamo che l'uomo sia lupo all'uomo? Perchè non si studia la storia degli  eventi positivi? Perchè si sorvola sull'Ellenismo? Perchè si resta vaghi sui primi quattro secoli del cristianesimo? Perchè ci dicono che la scienza nacque nel XVII secolo?Ne scaturisce un percorso narrativo che collega eventi distanti nel tempo, ma uniti dal fil rouge della lotta per il potere, un romanzo satirico basato - come afferma lo stesso Oreglio - su "dati che chiunque può ritrovare nei testi ufficiali"."Sulle spalle dei giganti" è un fermo j'accuse nei confronti della scuola e del suo ruolo (disatteso) formativo e informativo e un'invettiva contro il sempre vivo tentativo del potere politico e religioso di controllare le persone a partire dalla loro più tenera età attraverso un'istituzione e un'istruzione "obbligatoria" che, non obbligando se stessa a niente, si trasforma (soprattutto nella scuola dell'obbligo) in una vera e propria fabbrica di ignoranza che forgia l'approccio mentale del 100% dei cittadini. Un indottrinamento predisposto ad arte che ha l'architrave nell'insegnamento della Storia e gli sponsor nei poteri forti. Tutto predisposto affinché la democrazia resti quello che è: carta straccia.

nemico


venerdì 16 e sabato 17 marzo
Terry Chegia presenta
Lillo & Greg in
Sketch & Soda
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Sketch & Soda racchiude alcuni tra gli sketch più divertenti dell'ultima produzione di Lillo & Greg. Come sempre ci troviamo nel perenne loro equilibrio tra la comicità surreale ed il grottesco e cinico umorismo con cui scarnificano gli orribili vizi dell'animo umano. Lo show passa con scanzonata leggerezza dalla satira a territori surreali (loop spazio-temporali, sogno e realtà) con ritmo veloce, ma non troppo, questa volta ad accompagnarli il musicista Attilio Di Giovanni.

binasco


mercoledì 21 e giovedì 22 marzo
Aldo Gentileschi e Carlina Torta in
Torta al cioccolato (bilbolbul)
di Carlina Torta e Linda Brunetta
regia Carlina Torta
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Un'attrice e un pianista si confrontano, si misurano, si accordano come due strumenti. Sulla scena vuota solo qualche leggìo. Fra un valzer di Schubert e un preludio di Chopin emergono, come brani di un concerto, memorabili personaggi femminili, intensi, commoventi e nello stesso tempo esilaranti. Non si fa in tempo ad affezionarsi alle sorti di Betta, alla ricerca di un gesto d'attenzione che la faccia sentire amata, uscita dalla penna di Linda Brunetta, che si trasforma in zia Ermelinda, in nonna Alfonsa, nella maestra d'asilo di "Casalinghitudine" dal libro di Clara Sereni. Tante figure di donne, eroine del quotidiano in cui ogni donna trova un pezzetto di sé. Alcune escono ancora attualissime dagli spettacoli che hanno reso nota Carlina Torta: Evelina e Luisella, con il loro difficile rapporto con l'altro sesso da "Grazie Woody" e la malinconica e dolcissima Nora di "Amaramore". Un omaggio a tutte le donne a cui fa da contrappunto l'attore e pianista Aldo Gentileschi, a sottolineare con sottile ironia e affondi nella contemporaneità un recital comico-sentimentale di Carlina, la Torta al cioccolato, di cui ogni personaggio è una fetta dolce-amara e rigenerante. Una festa per il cuore, la mente e anche il palato degli spettatori.

montinari


venerdì 23 e sabato 24 marzo
CTFR presenta
Jacopo Fo in
Ecologia, follia e dintorni
di Jacopo Fo
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Premessa: Contro la guerra, contro l'inquinamento, contro la noia, puoi fare subito una cosa concreta e ottenere immediatamente un risultato positivo. Basta un pizzico di volontà e tanta creatività! Obiettivi dell'evento: Questo spettacolo vuole trasmettere un messaggio: la specie umana è il fattore principale dello stato attuale dell'ecosistema, se non ci diamo da fare nella direzione dell'applicabilità delle linee guida dello sviluppo sostenibile, ovvero economia delle risorse disponibili, la limitazione del consumo delle medesime, l'inquinamento continuerà a prendere delle proporzioni sempre più drastiche. La situazione è critica ma non è disperata.

colombo


venerdì 30 e sabato 31 marzo
Associazione Culturale EsTeatro presenta
La ragazza di Bube
regia di Paolo Biribò e Marco Toloni
basato sul romanzo di Carlo Cassola "La ragazza di Bube"
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L'Associazione culturale Es Teatro presenta per la stagione 2011/12 del Teatro Puccini un progetto teatrale basato sul romanzo di Carlo Cassola "La ragazza di Bube", una delle opere più rappresentative della letteratura italiana del Novecento. L'interesse per il testo di Cassola, per le tematiche che affronta, per la forza dei personaggi e le cariche atmosfere toscane, hanno convinto da tempo i registi Paolo Biribò e Marco Toloni a sviluppare un progetto che potesse rendere omaggio alla forza espressiva del romanzo. Il fascino è quello del paesaggio che si apre fra Poggibonsi, Colle Val d'Elsa e Volterra negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, un momento storico cruciale per la giovane vita della Nazione quando Resistenza, politica, ideali e sociale sono valori che spesso si accompagnano alla violenza, alla passione e alla delusione, divenendo ingredienti fondamentali nella vita degli individui. In questo panorama lo spettacolo si concentra sui destini isolati dei protagonisti, sullo scorrere quotidiano della vita, colto nel suo riflettersi nell'interiorità dei personaggi, nella loro visione del significato dell'esistenza, del sacrificio e del dolore. E' soprattutto il netto contrasto fra la dimensione più intima del vivere quotidiano con il richiamo spesso forzato alla fede politica ad affascinare i due registi portandoli ad approfondire il rapporto fra maschile e femminile là dove sembrano rappresentare lo scorrere delle vicende politiche da un lato e i sentimenti, le passioni e i legami più forti dall'altro. Alle figure femminili come quella di Mara, protagonista istintiva ed energica, sembra infatti reso possibile cogliere il senso della vita nel succedersi di dolori, delusioni e angosce ma che è in grado di regalare anche piccole felicità e desideri improvvisi, forti emozioni e soprattutto amore. L'intento è quello di rimanere totalmente fedeli sia alla narrazione degli eventi sia allo stile dello scrittore toscano, attraverso l'uso del semplice linguaggio quotidiano e della prosa asciutta del romanzo. Così come nel testo scritto la lingua impiegata sarà scarna ed il vocabolario povero ed essenziale nella volontà di poter trasferire al meglio in scena il dialetto toscano delle classi popolari e il ritratto di una società che oggi pare così lontana al punto da sembrare svanita. Un piccolo mondo dove le ragazze attendono la domenica come unico respiro per uno sguardo furtivo ai giovanotti, dove gli abiti si fanno in casa, il bucato al lavatoio e i ragazzi a capannelli in piazza vivono le loro prime emozioni.

don gallo


mercoledì 4 e giovedì 5 aprile
Pierfrancesco Pisani,Parmaconcerti e Teatro della Tosse presentano
Sabrina Impacciatore in
E' stato così
di Natalia Ginzburg
regia Valerio Binasco
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«Gli ho detto: - Dimmi la verità - e ha detto: - Quale verità - e disegnava in fretta qualcosa sul suo taccuino e m'ha mostrato cos'era, era un treno lungo lungo con una grossa nuvola di fumo nero e lui che si sporgeva dal finestrino e salutava col fazzoletto. Gli ho sparato negli occhi». È questo l'agghiacciante inizio dello spettacolo È stato così tratto dal romanzo di Natalia Ginzburg. E' stato così è la storia di un amore disperato e geloso, una confessione dettata dalla dolorosa lucidità di una moglie che per anni ha sopportato la relazione extraconiugale del marito. Pervaso da sottile malinconia e lancinante infelicità, È stato così mette in scena, con un linguaggio semplice e insieme carico di pathos, i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola destinata a smarrire inesorabilmente la propria esistenza.

almaviva


venerdì 13 e sabato 14 aprile
Kimerateatro presenta
Il metodo Grönholm
di Jordi Galceran
con Marco Contè, Gaia Nanni, Fabio Rubino, Angelo Zedda
regia Paolo Santangelo
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Quattro manager, tre uomini e una donna, chiusi in una stanza, sono pronti a battersi, senza esclusionedi colpi, per un posto di direttore generale per una multinazionale giapponese. Ciascuno contro tutti o almeno questo è quello che credono. Ma la stessa azienda dichiara che tra i quattro è stato infiltrato uno psicologo. Ma chi è? E sarà vero? Seguendo le regole di un gioco crudele, i quattro accettano di affrontare strane prove attitudinali e di rivelare agli altri i propri segreti più imbarazzanti, pronti anche a umiliarsi pur di guadagnare l'ambito posto. Ciascuno inganna l'altro, subisce l'inganno e inganna se stesso. Sfruttando il ritmo del thriller, l'autore mescola indizi veri con piste false che alimentano continui colpi di scena portando lo spettatore a un sorprendente finale che ribalterà tutte le convinzioni acquisite fino a quel momento.

nada


venerdì 20 e sabato 21 aprile
Teatro Bellini di Napoli presenta
Rino Di Martino in
Mamma
di Annibale Ruccello
regia Antonella Morea
con Rino Di Martino
aiuto regia e ideazione scena Giovanni Piscitelli
realizzazione scena UpStage-Napoli
costumi i Dominorosa
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Dopo quattro anni di collaborazione con il Teatro Bellini, non soltanto come attrice ma anche come docente stagista all'Accademia Teatrale, ecco che come ennesimo attestato di stima mi è arrivata la proposta di scegliere un testo di teatro per Rino Di Martino e di farne anche la regia. Ho provato un immenso piacere ma anche un'immensa paura: non mi sono mai trovata dall'altra parte e proprio non so come si sta fuori dal palcoscenico. Che testo scegliere? Su quale territorio muoversi? Sul piano della drammaturgia contemporanea la scelta non poteva che ricadere su Annibale Ruccello! Annibale che conoscevo dai tempi di "Gatta Cenerentola" quando, ricordo, assisteva a tutte le nostre prove e collaborava con il nostro comune maestro Roberto de Simone. Annibale con il quale avevo e ho in comune il mondo popolare che lui conosceva bene in quanto studioso di antropologia e delle tradizioni popolari e che io cominciavo a conoscere ed amare e che giorno per giorno mettevo in pratica recitando cantando e "tammurriando". Annibale infine autore di "Anna Cappelli" che è stata la mia prima fortunata esperienza di monologante. Ho scelto per Rino Di Martino "Mamma" Piccole tragedie minimali, quattro monologhi dove mamme malefiche raccontano ancora fiabe e che poi via via si trasformano nei vari episodi in figure irrimediabilmente corrotte dai mass-media, una folla di donne attorniate da ragazzini che si chiamano Deborah, Samanta, Morgan, nelle cui conversazioni si confondono messaggi personali, echi televisivi, slogan di rotocalchi; dove la pubblicità si sovrappone alle confidenze – le telenovelas alla sfera privata e gli inni liturgici alle canzonette di Sanremo. Deliri verbali fondati sulla contaminazione e alterazione del linguaggio. La perdita di rituali propiziatori e liberatori usati nel mondo contadino come protezione e rivelazione dell'inconscio. La contaminazione cui tali rituali sono stati sottoposti dall'ingresso dei media con la conseguente perdita dell'identità collettiva. La ritualità e il mondo popolare saranno il motore di tutta la messinscena dove l'ambiguo maschile/femminile esprime al meglio il carattere tragicomico dei personaggi. ANTONELLA MOREA

nada


da giovedì 26 a sabato 28 aprile
Altrove Teatro presenta
Marco Predieri, Eleonora Cappelletti
e Fiorella Sciarretta in in
Twist
di Clive Extone
con Marcello Sbigoli
regia Marco Predieri
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Quante volte nella vita si dicono piccole o grandi bugie unicamente perché si è convinti di proteggere o di non ferire delle persone care? Sotterfugi spesso innocenti che rischiano però di diventare ordigni pronti a esplodere in ogni momento, basta solo un scintilla inaspettata che li inneschi. Senza contare che un piccola, o grande, bugia deve essere sostenuta, portata avanti con convinzione, altrimenti fa presto a rivelarsi per ciò che è, scivolando sulla buccia di una contraddizione. Twist è un intreccio al fulmicotone che si occupa proprio di questo. Una vicenda esilarante che coinvolge un giovane uomo, serio professionista, un cottage di campagna, e tre signore che non sanno nulla l'una dell'altra, o meglio ignorano del tutto le reciproche esistenze. Roy, ha una madre, ma anche un moglie e una segretaria, e per ciascuna di loro una diversa identità. Con pazienza e precisione è riuscito per anni a mantenere tutto rigorosamente separato e in perfetto equilibrio, ma, come spesso accade, il destino beffardo prima o poi arriva a metterci lo zampino. Se rivelassimo di più la trama toglieremmo il gusto della sorpresa, del resto, come recita il titolo "Twist", questa commedia è un vero è proprio vortice, un intreccio micidiale di cui la comicità e l'imprevisto sono gli ingredienti fondamentali. Dopo il successo di "Arsenico e vecchi merletti" Altrove Teatro torna sulla via dei classici della comicità americana contemporanea, riportando in Italia un master di grande successo che ha spopolato per decenni sui palcoscenici di Broadway.

reggiani


mercoledì 2 maggio ALL'OBIHALL
Marco Travaglio in
Anestesia Totale
Il primo spettacolo (poco spettacolare) del dopo-B.
di Marco Travaglio
e con la partecipazione di Isabella Ferrari
musiche dal vivo di Valentino Corvino – viola, elettronica
Regia: Stefania De Santis
Musiche: Valentino Corvino
Luci: Stefano Delle Piane
Da un'idea di scena di Daniele Spisa
Assistente scenografo: Gemma Romanelli
Assistente alla regia: Giacomo Tarsi
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Finalmente è finita: Lui non c'è più. E questa è la buona notizia. Quella cattiva è che le radiazioni restano. Una montagna di scorie tossico-nocive che continueranno a far danni e vittime per decenni. Ci vorrà molto tempo per smaltirle tutte. Soprattutto nella cosiddetta "informazione". Gli storici del futuro, studiando gli ultimi vent'anni della storia d'Italia, penseranno a una misteriosa epidemia che cloroformizzò e lobotomizzò un intero paese riducendolo all'anestesia totale. Come nel romanzo di Saramago "Cecità": un paese dove tutti, l'uno dopo l'altro, diventarono ciechi. Il virus è un sistema che è il peggiore per noi cittadini, ma il più comodo per il potere di ogni colore. Chi vince prende tutto. Non governa, comanda. Il controllato controlla tutto, anche i controllori. Perché mai chi viene dopo dovrebbe smantellarlo? Lui ha fatto il lavoro sporco, chi verrà dopo lo utilizzerà. A meno che i cittadini non si sveglino e scoprano l'antidoto. Ecco: chi assiste a questo spettacolo avrà in omaggio l'antivirus.

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