SCHEDA TECNICA

Totale posti: 634 (platea: 499 | galleria: 135)
Tipo di palcoscenico: legno

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AFFITTA IL TEATRO

Per affittare il teatro inviare una mail a:
direzione@teatropuccini.it

LA STORIA

Il Teatro Puccini fu inaugurato, come Teatro del Dopolavoro dei Monopoli di Stato, nel 1940. Nel dopoguerra fu utilizzato come sala da ballo ed affittato anche per incontri di boxe. Dopo un periodo di stasi, durato quattro anni, il Teatro fu riaperto dal 1964 fino al 1972 svolgendo un’attività prevalentemente cinematografica, fatta eccezione per qualche serata di spettacolo teatrale.

A partire dalla stagione teatrale 1991-92, verrà aperto stabilmente anche come Teatro. Nasce così il Teatro Puccini – Teatro Stabile della Satira e della Contaminazione dei Generi, fondato ed ideato da Sergio Staino che ne tiene la direzione fino al gennaio 1999.

Con le sue 120 giornate di spettacolo l’anno, organizzate sia nelle sede che in altre strutture della città (principalmente al Teatro Verdi, al Nelson Mandela Forum ed all’OBIhall), il Teatro Puccini rappresenta a livello cittadino e regionale un importante punto di riferimento per un sempre più vasto e vario bacino di pubblico.

La programmazione svolta a partire dal 1991 può essere semplificata nella formula del “Teatro stabile della satira e della contaminazione dei generi”. Un palcoscenico che lascia spazio alla tradizionale presenza di “indomiti satiri” e “comici irriverenti” e si apre verso nuovi e stimolanti confronti con autori e attori della nuova drammaturgia italiana – nuova nei linguaggi e nello stile, originale nelle scelte e nei progetti, diversa e lontana dalle forme e dalle ricerche che caratterizzano e connotano gli aspetti propri dell’avanguardia, che ha a Firenze i suoi legittimi spazi teatrali.

Uno spazio che in questi anni ha visto la presenza di spettacoli e di artisti di indiscussa qualità e chiara fama come ad esempio Marco Paolini, Paolo Rossi, Beppe Grillo, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Lella Costa, Paolo Hendel, Antonio Albanese, Aldo Giovanni e Giacomo, Claudio Bisio, Paolo Poli, Mario Scaccia, Alessandro Benvenuti, Daniele Luttazzi, Giobbe Covatta, Alessandro Baricco, Ascanio Celestini, Alessandro Bergonzoni, Gabriele Vacis, Leonardo Pieraccioni, Ale & Franz, Ficarra & Picone, Giorgio Panariello e molti altri che hanno reso questo palcoscenico il teatro “off” di Firenze.

I risultati ottenuti dall’Associazione in questi anni sono stati ritenuti eccellenti sia dal punto di vista qualitativo che organizzativo a tal punto che l’Amministrazione Comunale si è rivolta all’Associazione stessa per la gestione diretta di progetti di alto valore culturale. In particolare si segnalano nell’anno 2006 le seguenti manifestazioni: “Firenze accoglie Mario Rigoni Stern. A quattromila chilometri da casa”, una rassegna che comprendeva mostre, incontri, spettacoli teatrali tra i quali si ricorda “Il Sergente” con Marco Paolini e che culminava con l’assegnazione della cittadinanza onoraria a Mario Rigoni Stern; “Il diritto di vivere il presente”, rassegna tout court su Giorgio Gaber ed infine “4 novembre ’66. La guerra grande dell’Arno” di Francesco Niccolini con Sandro Lombardi, Anna Meacci e Marco Paolini, uno spettacolo-evento rappresentato al Teatro Verdi di Firenze per commemorare i 50 anni dall’alluvione di Firenze.

ORGANIGRAMMA TEATRO PUCCINI ASSOCIAZIONE CULTURALE
presidente Guelfo Guelfi
direttore artistico Lorenzo Luzzetti
direttore generale Stefania Costa
responsabile tecnico Claudio Bruschini
ufficio stampa e promozione Isabella Pregliasco
amministrazione Barbara Viciani
responsabile biglietteria Marta Cocco
biglietteria Pietro Carafa
maschera Viola Moretti

Assemblea dei soci:
Guelfo Guelfi
Comune di Firenze
Federico Babini
Claudio Bertini
Lorenzo Cinatti
Massimo Gramigni
Lorenzo Luzzetti
Cristina Noferi Giani
Barbara Vernassa
Giovanni Vernassa

Amministrazione trasparente


 

installazione_nannucci
NEW IDEAS FOR OTHER TIMES / NEW TIMES FOR OTHER IDEAS
Un’installazione di Maurizio Nannucci per il Teatro Puccini di Firenze

A cura di Pino Brugellis

Fra i più attenti e rigorosi sperimentatori dell’arte internazionale degli ultimi decenni, Maurizio Nannucci con la sua ricerca forza i confini che separano i diversi campi cognitivi e pratici dell’atto artistico. Indagando le connessioni fra luce e spazio, ordine e disordine, continuità e discontinuità, natura e cultura, Nannucci esplora le complesse relazioni tra linguaggio, immagini e spazio urbano. Ispirato da fenomeni linguistici e concettuali è sempre alla ricerca di risposte ad un mondo in continua trasformazione che lo ha visto sviluppare un approccio interdisciplinare alla pratica artistica: una serie di cooperazioni nei campi dell’arte, dell’architettura, della fotografia, della musica e dell’editoria.

“New ideas for other times / New times for other ideas” rappresenta una strategia poetica verso un altrove, un confronto inatteso con l’immagine consueta del Teatro Puccini, opera architettonica della fine degli anni trenta, un tempo luogo di svago degli operai dell’attigua Manifattura Tabacchi, oggi fra i più attivi teatri italiani. L’opera di Nannucci nasce da una lettura attenta dello spazio e cerca con esso un dialogo serrato. Nell’edificio che la storiografia contemporanea vorrebbe attribuire a Pier Luigi Nervi, un esempio di “razionalismo classico”, un gioco di volumi elementari che si incastrano e si contrappongono con sapiente maestria, Nannucci sceglie come luogo della sua rappresentazione la sala pressappoco ovale del foyer. Qui contrapponendosi agli ingressi, sotto la quadri-partitura delle aperture architravate del ballatoio del piano superione inserisce una traccia luminosa di testi e colore che sembra attraversare inaspettatamente il tessuto spaziale del singolare volume. Uno spaesamento poetico, un gioco visivo di decostruzione linguistica che pone l’opera fuori dallo spazio e dal tempo, come se l’osservatore dovesse trovare una sua possibile prosecuzione in un altrove concettuale. Il neon blu si fa parola, verbo. Materialmente si compone di una doppia espressione poetica: un dritto e un rovescio non solo fisico ma soprattutto mentale. Un lavoro attento alla semantica delle parole che diventa linguaggio visivo, relazione spaziale. Arte e spazio, immagine e linguaggio, luce ed ombra, percezione della natura ed artificialità da sempre sono temi centrali nel lavoro di Nannucci che nel pacato razionalismo del Teatro Puccini trovano una sintesi veramente inaspettata.

Dopo “All art has been contemporary” sulla facciata degli Uffizi (2010), il progetto per il “Memoriale alla resistenza” in piazza Stazione (che attende di essere realizzato dal 2004), l’opera per il Teatro Puccini è la sua prima installazione permanente visibile in città.

Maurizio Nannucci (Firenze 1939) ha creato le prime scritte al neon nel 1967, con il proposito di approfondire le interrelazioni tra colore, luce e suono, in strutture spaziali e contesti urbani. In cooperazione con grandi architetti quali Renzo Piano per l’Auditorium Parco della Musica di Roma o Nicholas Grimshaw, Massimiliamo Fuksas, Mario Botta, solo per citarne alcuni, ha progettato e realizzato installazioni al neon per edifici e spazi pubblici. Le sue opere sono state esposte nei più importanti musei e gallerie d’arte internazionali. Nannucci ha partecipato diverse volte a Documenta Kassel e alle Biennali di Venezia, Sydney, Sao Paulo e Istanbul. Pur vivendo da molti anni nel sud della Germania, Firenze è rimasta la base operativa della sua attività artistica. È, inoltre, fra i fondatori degli spazi non profit Zona (1974/1985) e Base Progetti per l’Arte (dal 1998) raccoglitore delle più attuali affermazioni artistiche internazionali.

Pino Brugellis

> www.maurizionannucci.it